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Il giallo della 26enne accoltellata a Treviso: "Non è stata una rapina. Forse l'ha seguita per..."

Gli amici dell'aggressore smentiscono la pista dei soldi e della droga, ma gli amici della ragazza ribattono: "Li hanno visti camminare insieme per 200 metri"

Marta, la ragazza aggredita a Treviso
Marta, la ragazza aggredita a Treviso

globalist

24 Marzo 2021 - 10.56


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L’orribile aggressione di cui è stata vittima Marta Novello, 26enne trevigiana, ha ancora molti punti oscuri da risolvere.

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“Come sta la ragazza? Io non volevo farle del male”, chiede dal carcere di Treviso il 15enne che lunedì a Mogliano Veneto l’ha colpita durante la sua ora di jogging, ferendola gravemente. 

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La ragazza è stata operata e resta sedata, la speranza è che possa risvegliarsi presto per fornire la sua versione sull’aggressione.

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Restano tanti, troppi, i lati oscuri della vicenda. “Siamo tutti sconvolti. Una rapina finita male? Non è da lui. Non conosceva Marta Novello, non so cosa gli sia saltato in mente. Un invaghimento non corrisposto? Non credo gli piacesse quella ragazza, mio figlio usciva sempre con i soliti amici”, confida la madre del giovane al “Gazzettino”. 

Smentiscono la pista dei soldi e della droga anche i suoi amici: “È un ragazzo allegro, ma tranquillo. Droga? Zero, al massimo qualche sigaretta. Alcol? Pochissimo, uno spritz ogni tanto, quando andiamo a fare un giro a Venezia. Risse? Mai”, assicurano.

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Gli amici della ragazza invece non riescono a darsi pace. Da una settimana Marta aveva iniziato a fare un po’ di attività fisica all’aperto, spesso in loro compagnia. Quel maledetto lunedì aveva inviato un messaggio al gruppo “Chi esce oggi?”. All’appello purtroppo nessuno risponde positivamente. Così Marta, cuffie alle orecchie, chiavi di casa in tasca e cellulare in mano esce da sola. A un chilometro e mezzo da casa troverà sulla sua strada un ragazzo in bici, con un coltello da cucina addosso. Di quel coltello si servirà per aggredire la 26enne.

Secondo gli inquirenti la pista principale resta il tentativo di rapina, la ricerca di soldi per pagare un po’ di droga. Ma non viene scartata nessuna ipotesi, nemmeno quella della reazione di rabbia a un invaghimento non corrisposto. A spiegarlo è il tenente colonnello Ermanno Luigi Magistris, comandante della compagnia di Treviso: “L’ipotesi iniziale è quella di una rapina. Però le stiamo vagliando tutte e non ne tralasciamo nessuna”. 

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Agli occhi degli investigatori, non sfuggono infatti le anomalie di un assalto in pieno giorno e in una zona frequentata, ai danni di una donna senza una borsa e che potrebbe riconoscere l’aggressore perché abita nella stessa zona. 

“Non è stata una rapina – sostengono gli amici di Marta – li hanno visti camminare insieme per 200 metri. Forse lui l’ha seguita. Non erano amici, non abbiamo mai parlato di quello che per noi non era altro che un ragazzino del quartiere. Però non può aver colpito a caso, proprio nell’unico giorno in cui era da sola e per di più poco lontano da casa”. E ancora: “Cosa sia successo solo loro lo sanno: forse ha cercato di approcciarla, forse l’ha spaventata e lei ha cercato di allontanarlo. Ma 23 coltellate alla schiena non sono un raptus. Non sono un caso”.

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