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Dopo la vaccinazione di Scanzi la Procura apre un fascicolo conoscitivo: nessun reato ipotizzato

Il giornalista 47enne si era messo nella lista dei cosiddetti 'panchinari' per ricevere il vaccino AstraZeneca

Andrea Scanzi
Andrea Scanzi

globalist Modifica articolo

23 Marzo 2021 - 11.33


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Non si placano le polemiche per la vaccinazione del giornalista Scanzi, che in qualità di ‘panchinaro’ avrebbe ricevuto una dose di AstraZeneca.

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La procura di Arezzo ha aperto un fascicolo conoscitivo, senza alcun reato ipotizzato, sulla vaccinazione del giornalista Andrea Scanzi che ha raccontato sui social di aver ricevuto la prima dose del vaccino anti-Covid di AstraZeneca come “riservista” e in qualità di caregiver familiare dei suoi genitori. 

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Gli accertamenti sono finalizzati a verificare che nelle procedure seguite non si configuri qualche reato.

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A raccontare l’episodio è stato proprio Scanzi. “Nel pieno rispetto delle regole – ha scritto il giornalista de Il Fatto Quotidiano sui social – mi sono messo garbatamente nella lista dei disponibili al vaccino a fine giornata, per non buttare via nessuna dose. Categoria ‘caregiver’ familiare, essendo figlio unico e avendo entrambi i genitori fragili”.

Il fatto che Scanzi, 47 anni, abbia ricevuto il vaccino ha scatenato molte polemiche. L’accusa principale è quella di aver saltato la fila e di essere passato avanti a cittadini che ne avevano diritto prima di lui. Ma proprio il giornalista ha spiegato di essersi iscritto nell’elenco delle “riserve” chiamando il suo medico di base e poi di aver ricevuto la telefonata del “responsabile della vaccinazione” per l’Asl Toscana sud est.

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Il tutto sarebbe quindi avvenuto verbalmente, perché ancora non esisteva una lista ufficiale a cui iscriversi. Dopo le polemiche, l’Azienda ha reso disponibile il modulo online

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