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Vaccinazione di Scanzi: la procura di Arezzo chiede l'archiviazione

Il caso sollevò polemiche e critiche con l'accusa al giornalista aretino di aver saltato la fila: non aveva diritto ma non c'è reato

Andrea Scanzi
Andrea Scanzi

globalist Modifica articolo

28 Giugno 2021 - 17.53


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Andrea Scanzi vaccinato ‘in anticipo’, la Procura di Arezzo ha chiesto l’archiviazione per la vicenda della somministrazione avvenuta nel tardo pomeriggio del 19 marzo scorso all’hub vaccinale allestito al Centro Affari e Fiere della città toscana.
Il caso sollevò polemiche e critiche con l’accusa al giornalista aretino di aver saltato la fila.
Dopo le verifiche interne alla Asl, il 22 marzo la Procura aprì le indagini, ora concluse: per il sostituto procuratore Marco Dioni all’epoca in cui avvenne la somministrazione, Scanzi non rientrava in alcuna categoria vaccinale e dunque non aveva diritto ad anticipare la dose.
Tuttavia, dal punto di vista giuridico-legale, per la Procura non si configura alcun reato nella condotta di Scanzi. Pertanto la richiesta di archiviazione verrà inviata al giudice per le indagini preliminari.
Dalle indagini approfondite, si spiega dalla Procura, è emerso che all’epoca in cui è avvenuta la somministrazione a Scanzi, il giornalista non aveva alcun diritto alla vaccinazione, perché non rientrava nelle categorie vaccinali all’epoca considerate.
Il pubblico ministero Dioni aveva ipotizzato il reato di abuso d’ufficio ma dopo la riforma questa fattispecie penale non è stata ravvisata al termine dell’indagine.
Perché vi fosse il reato di abuso di ufficio nella condotta di Scanzi, si spiega sempre dalla Procura, occorreva che vi fosse la violazione di una precisa legge, cosa che per il pm non è però accaduta in questo caso.
La violazione di regolamenti amministrativi, in quel frangente peraltro confusi, non avrebbe pertanto indotto Scanzi a scommettere un reato. Il fascicolo è stato trasmesso dal pm al giudice per le indagini preliminari che dovrà decidere se archiviare o meno la posizione di Scanzi.
In seguito alle polemiche, la Asl Toscana Sud Est, tramite il direttore generale Antonio D’Urso, consegnò alla Procura i risultati dell’ispezione interna relativa alla vicenda.
Dopo l’apertura del fascicolo, il pm Dioni ha fatto fare una serie di accertamenti alla polizia giudiziaria che hanno interessato anche le leggi e i regolamenti relativi alle vaccinazioni anti Covid.

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