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Il racconto del pescatore: "Quando i libici ci hanno sequestrato hanno sparato per aria"

Giovanni Bonomo, pescatore della nave Antartide, racconta: ''Ci hanno tenuti a terra per 48 ore e poi ci hanno trasferito nel primo carcere, ci hanno fatto cambiare quattro prigioni''

Pescatori di Mazara del Vallo
Pescatori di Mazara del Vallo

globalist

20 Dicembre 2020 - 17.43


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E’ di pochi giorni fa la liberazione dei pescatori di Mazara del Vallo, sequestrati per oltre 100 giorni.

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I racconti di chi c’era sono sicuramente drammatici, per esempio quello di Giovanni Bonomo, pescatore dell’Antartide.

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”La Motovedetta libica ha iniziato a sparare per aria subito dopo la cattura. Erano da poco passate le 22 del 1 settembre. Eravamo 12 pescherecci tutti insieme e otto sono riusciti a scappare. La motovedetta ha iniziato a sparare dopo la cattura e la fuga dei pescherecci”. Dice anche di avere visto ”picchiare due pescatori, Bernardo Salvo e Gaspare Giacalone”.

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”Ci hanno tenuti a terra per 48 ore e poi ci hanno trasferito nel primo carcere – dice – ci hanno fatto cambiare quattro prigioni”.

Poi racconta che ”non c’è mai stato l’elicottero italiano. Noi abbiamo chiesto aiuto alle autorità italiane ma dicevano che eravamo troppo lontani. Eravamo a 50 miglia da Bengasi. Secondo noi erano acque internazionali”.

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E aggiunge: ”Abbiamo temuto per la nostra vita. Sono saliti a bordo con le armi. Facevano i controlli armati”. In carcere dormivano a terra ”sul fango”. ”Era uno schifo – dice – potevamo stare in bagno solo dieci minuti e basta”

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