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Il terrorismo di Pro Vita: la pillola abortiva paragonata al veleno

Obiettivo di ProVita, ovviamente, è dissuadere dall'aborto con questi metodi terroristi, considerando il corpo delle donne come incubatrici, non come una proprietà della donna stessa. 

Pro Vita
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globalist

7 Dicembre 2020 - 16.58


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L’ennesima porcheria firmata ProVita e Famiglia, l’associazione cattolica già protagonista di atti vergognosi e cartelli misogini e omofobi appesi per le vie delle città: un nuovo manifesto è comparso a Milano in cui la pillola abortiva RU486 viene paragonata al veleno e viene scritto – mentendo – che mette a rischio la salute e la vita della donna.
La Casa delle Donne di Milano ha commentato duramente sulla propria pagina Facebook. “Non ci sono parole per descrivere questo vergognoso manifesto pubblicitario affisso a Milano in via Vigoni angolo via Mercalli. Si tratta di una indegna menzogna e di una grave violazione del corpo e della dignità delle donne. L’ennesima violenza che non siamo disposte a tollerare! Chiederemo chi ha autorizzato questa affissione e siamo pronte a un’azione significativa che faccia sentire la nostra voce contro questo abuso”. 
Pro Vita non ha alcuna vergogna e lei stessa definisce la campagna “shock”: “Assumere la pillola Ru486 – spiega Toni Brandi, presidente dell’associazione- è dolorosissimo: sai quando inizi ma non sai quando finirà, possono passare tantissime ore, anche giornate intere prima che inizi il travaglio che provoca l’espulsione del bambino. Il 56% delle donne riconosce poi il figlio innegabilmente formato sulla propria mano o nel wc. E allora sì che il dolore è atroce, si è spesso da sole, in bagno, con la più grande bugia. È per questo che vogliamo risvegliare la conoscenza e le coscienze delle persone, perché non vengano raccontate falsità su questo farmaco tanto dannoso per le donne”. 
La pillola per l’aborto farmacologico è senza dubbio un’esperienza dolorosa per le donne che la assumono. Ciononostante, non c’è pericolo per la vita e si tratta di un intervento meno invasivo dell’aborto chirurgico. Obiettivo di ProVita, ovviamente, è dissuadere dall’aborto con questi metodi terroristi, considerando il corpo delle donne come incubatrici, non come una proprietà della donna stessa. 

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