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Romano Prodi: "Altro che invasione di migranti, in cinque anni ne abbiamo mezzo milione in meno"

"Nel 1948 avevamo in Italia 45-46 milioni di abitanti, contro i 60 di oggi: allora nacquero più un milione di italiani, e oggi 400.000. È un trend più marcato rispetto a quelli di altri paesi europei".

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globalist

26 Novembre 2020 - 17.30


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Oggi il professor Romano Prodi è intervenuto online al Festival della Migrazione, promosso da Fondazione Migrantes, associazione Porta aperta come capofila di una rete di associazioni, Università di Modena e Reggio Emilia col suo centro Crid (Centro di ricerca interdipartimentale su discriminazioni e vulnerabilità): Nel campo dei migranti e dell’immigrazione si tenta di “spaventare la gente”, quindi ben venga un contributo come quello di un nuovo master universitario a tema, che si faccia a Modena o meno.
L’ex premier Prodi, presidente onorario del comitato scientifico del Festival, spiega in videoconferenza con, tra gli altri, anche il rettore Unimore Carlo Adolfo Porro: “Nel 1948 avevamo in Italia 45-46 milioni di abitanti, contro i 60 di oggi: allora nacquero piu’ un milione di italiani, e oggi 400.000. È un trend piu’ marcato rispetto a quelli di altri paesi europei”.
Allo stesso tempo, continua Prodi, “abbiamo un mercato del lavoro che non riesce ad assorbire queste generazioni cosi’ diminuite nel tempo. Agli italiani si affiancano un po’ piu’ di cinque milioni di stranieri, l’8% della popolazione. Un numero inferiore rispetto a quelli della media europea, anche se si sta avvicinando. Il punto- rileva Prodi- e’ che abbiamo 500.000 stranieri in meno rispetto a cinque anni fa. Altro che invasione, diciamo. È un problema su cui riflettere molto”. Quindi, il professore lancia la sua idea: “Per spaventare la gente, si tratta l’immigrazione come un evento dannoso o misterioso, secondo un preciso interesse politico. Si conquistano volti cosi’, non solo in Italia. Per andare oltre queste contraddizioni, minimizzare le paure e riportare le cose nella loro realta’- incoraggia Prodi- abbiamo bisogno di un centro di analisi complessiva, per dare risposte concrete”. 
Quindi, si rivolge Prodi agli studenti connessi, “ben venga un master interuniversitario e internazionale di studi sull’immigrazione, in proseguimento con la linea del rettore Porro: se vogliamo mettere insieme i problemi questo master va fatto, non mi permetto di dire che va fatto a Modena, ma- raccomanda l’ex presidente della Commissione Ue- va fatto. Abbiamo necessita’ di non separare i diversi capitoli dell’immigrazione, ma di metterli insieme. Di master cosi’ ce ne possono essere uno o due in tutta Europa, l’iniziativa deve richiedere un livello internazionale forte”.

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