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Femminicidio a Pordenone, l'avvocatessa dell'assassino rinuncia: "Non posso difendere quest'uomo"

L'avvocatessa Rossana Rovere, da sempre attiva nella difesa dei diritti delle donne, ha ammesso: "Non sono serena"

Femminicidio a Pordenone
Femminicidio a Pordenone

globalist Modifica articolo

26 Novembre 2020 - 11.11


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Dopo il terribile omicidio avvenuto alle porte di Pordenone, dove un uomo avrebbe ucciso a coltellate la fidanzata di 33 anni, il presunto omicida aveva scelto l’avvocatessa Rossana Rovere, già presidente dell’Ordine degli avvocati della provincia di Pordenone per difendersi dalle accuse. 

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La legale, da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle donne, ha però rinunciato all’incarico: “Non sono serena, io non posso assumere le difese di quest’uomo, dopo una vita e una carriera spese a promuovere la tutela dei diritti delle donne”.
L’omicida si è presentato in Questura a Pordenone poco prima dell’una della scorsa notte, e ha riferito che, poco prima, nella sua abitazione di Roveredo in Piano, aveva avuto una colluttazione con un ladro sorpreso in casa.
Però, messo alle strette, Giuseppe Forciniti ha ammesso di aver avuto una lite con la compagna.
La coppia, che aveva due figli piccoli, viene definita come tranquilla, senza problemi particolari, che viveva a Roveredo dal 2013.

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