Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale dell’Ordine dei Medici, ha dichiarato che “la situazione migliora lentamente, ma servirebbe avere più regioni in zona rossa per evitare di arrivare a gennaio con una curva epidemiologica che cresce, quando bisognerà far fronte non solo al Covid, ma al picco dell’influenza stagionale”.
“La nostra richiesta di lockdown non era tanto legata all’espansione dell’infezione, quanto alla possibilità di garantire assistenza a tutti i malati, anche quelli non contagiati da Coronavirus”, ha detto Anelli.
A fronte di un leggerissimo miglioramente della curva, che sembra rallentare, c’è l’enorme numero di morti a preoccupare. È la conseguenza dei numeri altissimi delle scorse settimane. Se il trend in discesa sarà confermato, nei prossimi giorni dovremmo poter assistere a un calo del numero delle vittime. Ma questa, ribadiscono i medici, non può essere una scusa per ripetere a Natale gli stessi errori dell’estate. Senza contare che il tempo a disposizione è molto più breve: non si tratterebbe di una tregua di mesi, al massimo di poche settimane e poi la terza ondata sarebbe ben più problematica della prima e della seconda.
Insomma, i medici spingono per la cautela e per tenere alzate tutte le barriere anche durante il periodo di Natale, probabilmente con qualche concessione per ricongiungersi con le famiglie. Ma sicuramente potremmo scordarci, per quest’anno, cenoni di Natale affollati e festeggiamenti in grande stile per Capodanno.
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