Quando Sassoli, in pieno lockdown, aprì le porte del Parlamento Europeo ai senzatetto e alle donne vittime di violenza
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Quando Sassoli, in pieno lockdown, aprì le porte del Parlamento Europeo ai senzatetto e alle donne vittime di violenza

Sassoli fece in modo che fossero aperte le porte dei palazzi istituzionali a Strasburgo e in Lussemburgo dove assicurò l'utilizzo dei locali del Parlamento per ogni attività legata all'emergenza

Quando Sassoli, in pieno lockdown, aprì le porte del Parlamento Europeo ai senzatetto e alle donne vittime di violenza
David Sassoli
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11 Gennaio 2022 - 16.27


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David Sassoli era il volto di un’Italia e di un’Europa solidale, antirazzista, antifascista e contro ogni tipo di violenza. Lo dimostrava ogni giorno, anche con i gesti, importanti, compiuti durante la prima terribile quarantena che ha sconvolto il continente. 

Nell’aprile del 2020, Sassoli ha annunciato che il Parlamento Europeo avrebbe aperto “le sue cucine per preparare fino a 1000 pasti al giorno per i senza fissa dimora e i volontari e nei nostri locali di Bruxelles saranno ospitate anche 100 donne vulnerabili”.

Sassoli fece in modo che fossero aperte le porte dei palazzi istituzionali a Strasburgo e in Lussemburgo dove assicurò l’utilizzo dei locali del Parlamento per ogni attività legata all’emergenza. “Sono le città che ci ospitano – spiegò – a cui dobbiamo riconoscenza”. Sapeva che quello di tenere aperto e funzionante il Parlamento era uno sforzo, ma voleva che le istituzioni diventassero punto di riferimento soprattutto nei momenti particolarmente difficili come quello della pandemia da Coronavirus che -dopo la Cina – si abbattè sull’Europa, prima che in ogni altro continente. 

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“Ogni sforzo deve dimostrare che ci prendiamo cura delle persone, che vogliamo far vivere anche nell’emergenza in nostri valori, che la democrazia non si ferma. Dobbiamo mantenere vive le nostre democrazie e ascoltare i nostri cittadini durante questo periodo di emergenza”.

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