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Pressione sulle terapie intensive, il primario Riccio spiega: "I posti letto ci sono, manca il personale"

"Rispetto alla prima ondata - spiega il primario di rianimazione a Casalmaggiore - nelle aree di maggiore sofferenza non si stanno attuando trasferimenti di tecnici e infermieri"

Terapia intensiva
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globalist

16 Novembre 2020 - 16.49


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Se da una parte il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri ha assicurato stamattina che “non c’è pressione sulle terapie intensive”, dall’altro Antonio Pesenti, coordinatore delle terapie intensive in Lombardia, ha detto l’esatto contrario. 
Dove sta la verità? Mario Riccio, primario di rianimazione a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, consigliere dell’associazione Luca Coscioni, ha spiegato: “La smentita della crisi relativa alle terapie intensive è una mezza verità. Il commissario Arcuri ha fatto riferimento ai soli posti letto, che come le attrezzature sono di facile reperibilità, ma il sistema sanitario soffre per la carenza di personale, tema non menzionato ma ugualmente prioritario. La forza lavoro, a differenza, non è acquistabile o formabile nel breve termine, la pressione in questo caso è diventata insostenibile”. 
“Rispetto alla prima ondata – prosegue l’anestesista di Piergiorgio Welby – nelle aree di maggiore sofferenza non si stanno attuando trasferimenti di tecnici e infermieri, così come non stiamo importando personale dall’estero. Occorre innanzitutto sospendere in alcune aree tutte quelle attività chirurgiche non urgenti e coinvolgere nel settore pubblico anche il personale ( come anestesisti infermieri specializzati normalmente impiegati) delle strutture convenzionate/accreditate minori, come le piccole case di cura, spostandolo nei reparti Covid, tutte cose che non stanno avvenendo”.

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