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Situazione drammatica a Bergamo: ospedali al collasso, pompe funebri allo stremo

Finiti i posti in terapia intensiva. I malati che avranno bisogno di ventilazione ed ossigeno si farà ricorso alla rete delle terapie intensive italiane. 

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globalist Modifica articolo

17 Marzo 2020 - 16.51


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La situazione del Pronto Soccorso di Bergamo, che oggi ha esaurito gli 80 posti disponibili in terapia intensiva, è definita dall’Ospedale San Giovanni come ‘drammatica’: l’ospedale ha registrato 39 ricoveri e 6 trasferimenti all’Istituto Palazzolo e oggi vede altrettanti pazienti trasferiti e 40 nuovi ricoverati. I pazienti trasferiti nella giornata di oggi sono stati 15 con sintomi lievi, due dei quali provenienti da San Giovanni Bianco, destinati a strutture socio sanitarie e un paziente intubato inviato fuori provincia. Dopo l’arrivo del personale militare nella giornata di ieri, sono 12 gli operatori della Croce rossa arrivati al Papa Giovanni, di cui 4 infermieri. I medici e gli psicologi del Dipartimento di salute mentale e della psicologia offrono un supporto psicologico agli operatori che lo richiedano. “Oggi sono iniziati anche degli incontri di debriefing – spiega il direttore sociosanitario Fabrizio Limonta -, con 5/6 persone al massimo e nel rispetto delle norme di sicurezza. Si tratta di un contributo per cercare di alleviare la pressione a cui tutti i nostri operatori sono sottoposti da settimane”.
Morto un medico di famiglia 
È morto a Bergamo il primo medico di famiglia contagiato dal coronavirus. Mario Giovita, 65 anni, era stato ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII nei giorni scorsi. A Bergamo, secondo la federazione medici di medicina generale, i medici di famiglia contagiati sono 100.
Pompe funebri Bergamo allo stremo: 10 chiamate all’ora
Le onoranze funebri di Bergamo sono allo stremo a causa delle continue richieste di intervento per i decessi causati dal coronavirus. Molte agenzie hanno potenziato il servizio di centralino per soddisfare alle numerose chiamate che arrivano. La media di richieste giunte alle agenzie funebri è di oltre dieci telefonate all’ora. Alcuni degli operatori non nascondono che la situazione è arrivata a un “punto di non ritorno” e molto spesso “non si riescono a fronteggiare le decine di richieste che ci arrivano”. Numerose anche le bare che si trovano nella chiesa del cimitero in attesa di cremazione, con una lista d’attesa che sfiora i sette giorni

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