La legalizzazione della cannabis e il diritto alla cura: la storia di Walter De Benedetto
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La legalizzazione della cannabis e il diritto alla cura: la storia di Walter De Benedetto

Walter soffre da anni di artrite reumatoide e la prescrizione della cannabis terapeutica è un aiuto concreto. Ma averla coltivata in casa gli è costata una denuncia

Walter De Benedetto
Walter De Benedetto
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Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

20 Ottobre 2020 - 16.11


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È una storia dei giorni nostri. La storia di una battaglia per aver riconosciuto un diritto fondamentale, soprattutto oggi, ai tempi del Covid: il diritto alla cura. È la storia di Walter De Benedetto. Una storia di sofferenza e dignità, di dolore e voglia di combattere che oggi è stata rilanciata in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati, alla quale sono intervenuti i parlamentari  Caterina Licatini (M5S),  Riccardo Magi (+Europa/Radicali) e  Michele Sodano (M5S). Una iniziativa per sostenere l’appello di Walter al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: affetto da anni da artrite reumatoide, il paziente chiede che sia rispettato il diritto alle cure riconosciuto dalla Costituzione. Nonostante la regolare prescrizione di cannabis terapeutica, che gli permetterebbe di migliorare la qualità della vita, De Benedetto è stato costretto – come spesso accade per molti pazienti – a sopperire alle lacune pubbliche con l’auto-produzione dal momento che non riusciva a ottenere la quantità di cannabis riportata dalla prescrizione. Una scelta, quella di coltivare cannabis nel proprio giardino, che lo ha portato a essere indagato per coltivazione di sostanza stupefacente in concorso.

Diritto alla cura

In conferenza stampa, insieme ai parlamentari, è intervenuto Lorenzo Simonetti, legale rappresentante di Walter De Benedetto. “Non è un problema solo di Walter – rimarca  Simonetti – La filiera degli attori che compaiono in questo caso è molto più ampia del semplice rapporto imputato – tribunale: dal momento in cui la farmacia ospedaliera non procura al paziente la medicina per la quale ha una regolare prescrizione, lasciandolo di fatto senza terapia, il paziente è lasciato solo dallo Stato”.

Meglio Legale  – campagna per la legalizzazione della cannabis e decriminalizzazione delle altre sostanze – raccoglie l’appello di Walter De Benedetto e si batte per portare il tema all’attenzione delle istituzioni politiche: “La mancanza di informazione tra gli operatori sanitari in materia di cannabis terapeutica e la burocrazia farraginosa che troppo spesso accompagna le regolari prescrizioni, non permette di rispondere adeguatamente al fabbisogno di cannabis medica in Italia.” denuncia la coordinatrice Antonella Soldo che continua “Siamo qui per Walter, siamo con Walter. Noi abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere per sollecitare le istituzioni. Vogliamo normalizzare il dibattito su questo tema e chiediamo delle risposte dalle istituzioni”.

Il deputato  di +Europa/Radicali, Riccardo Magi, ha mostrato in sala stampa l’inflorescenza da lui coltivata nel corso della campagna di disobbedienza civile #IoColtivo promossa da Meglio Legale lo scorso aprile: “Ho aderito a #IoColtivo, questa mattina ho staccato questa [e a mostra la pianta], se Walter De Benedetto vorrà gliela porterò: farò una cessione per uso terapeutico, se lui lo vorrà sarò disponibile a portargli questa pianta e l’altra che ho coltivato a casa”.

Magi spiega come il cronico e strutturale problema di approvvigionamento in cui incorre la produzione e distribuzione di cannabis terapeutica porti naturalmente i pazienti all’auto-coltivazione.Evidentemente il Ministro Roberto Seranza non vuole assumersi responsabilità verso i dirigenti che hanno competenze in questa materia: serve volontà politica.”

 Caterina Licatini del M5S è intervenuta sul tema della produzione della cannabis terapeutica: “Dobbiamo prendere atto che nessun passo è stato fatto in questo senso: la cannabis è stata inserita da anni come sostanza terapeutica ma ancora è difficile da reperire. Io prima che una parlamentare sono una farmacista, le farmacie molto spesso non riescono a reperire il medicinale. I pazienti che ne fanno uso hanno in larga parte patologie gravi, noi – lo Stato per primo – non possiamo permetterci di aggravare la loro difficoltà.”

Tra gli interventi anche quello di Andrea Fornai, amico e portavoce di Walter De Benedetto, quest’ultimo assente date le sue condizioni cliniche; il cantautore Bobo Rondelli, che si è rivolto al Presidente Mattarella chiedendo come si possa accanirci contro una persona che soffre; Andrea Rivera, che ha ribadito come il caso De Benedetto sia solo uno dei molti nel nostro Paese, Lorenzo Fiorentini di Forum Droghe e Marco Perduca dell’associazione Luca Coscioni.

Questo pomeriggio alle ore 18, sui canali social di Meglio Legale, si terrà un secondo appello a sostegno di Walter De Benedetto: parteciperanno personaggi pubblici, politici, intellettuali e imprenditori per ribadire l’importanza del diritto alla salute e la necessità di superare ogni tabù per garantire tale diritto. Tra gli interventi attesi, quello di Emma Bonino, Luigi Manconi, Iacopo Melio, Nadia Ferrigo, Marco Cappato, Ilaria Gaspari, Giulia Crivellini, Monica Napoli, Andrea Rivera, Bobo Rondelli, Elly Schlein, Cathy La Torre e Mattia Santori.

Insieme per Walter. E per un diritto alla cura che è un bene comune. Il più importante.

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