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Il vicepresidente della Calabria Spirlì senza freni: "Dirò frocio e negro finché campo":

Lo ha detto a Catania a un evento della Lega. Se l'è poi presa con la 'lobby frocia' che vuole 'impedirci di usare le parole'

Nino Spirlì
Nino Spirlì

globalist

2 Ottobre 2020 - 07.57


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Da nord a sud, la destra razzista non ha nessuna distinzione: se ieri Alan Fabbri, il sindaco di Ferrara, ha definito i migranti ‘tumori da sradicare’, oggi è il turno di Nino Spirlì, vicepresidente della Regione Calabria, a dire la battuta razzista del giorno: “intervenendo a un dibattito organizzato dalla Lega a Catania, Spirlì ha detto che “ci stanno cancellando le parole di bocca, ome se dire ‘zingaro’ sia già un giudizio negativo. Con ‘negro’ è la stessa cosa, perché in calabrese dico ‘nigru’ per dire negro, non c’è altro modo”.
Spirlì è andato a ruota libera, prendendosela con quella che definisce la “lobby frocia” che vuole “impedire di chiamare le cose con il loro vero nome”: “Coprire la nostra cultura, ancora ben radicata, se glielo consentiamo oggi noi siamo gli ultimi. Se moriamo noi, quelli che verranno dopo non avranno testimonianza di quello che era vero, perché questi sono capaci di prendere la bibbia e bruciarla. Sono nazisti. Bruciano le parole e adesso vogliono cancellarle dai dizionari, non glielo dobbiamo consentire. Cosa fare? Io parlo, dirò negro fino all’ultimo dei miei giorni, dirò frocio fino all’ultimo dei miei giorni. Che fanno? Mi tagliano la lingua? Non credo che possano arrivare a tanto. Cominciamo a difendere le vere verità nel quotidiano”. 

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