Cimitero dei feti abortiti a Roma, scatta l'interrogazione parlamentare
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Cimitero dei feti abortiti a Roma, scatta l'interrogazione parlamentare

Il caso scoppiato dopo la testimonianza di una donna romana. Interviene anche il Garante della Privacy

Cimitero feti abortiti
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30 Settembre 2020 - 20.43


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È giustamente diventato un caso nazionale lo scandalo del cimitero dei feti abortiti al Cimitero Flaminio di Roma, dove sono state piantate delle croci con sopra i nomi delle madri, senza che queste ne sapessero nulla come ha dimostrato la testimonianza di un’utente facebook che ha fatto scoppiare il caso. 
Un gruppo di parlamentari e consiglieri regioanli del Lazio ha presentato un’interrogazione parlamentare e lo stesso ha fatto il Presidente del Lazio Nicola Zingaretti, chiedendo l’intervento del Governo sulla questione. 
“La vicenda ha scoperchiato che di default c’è questa pratica criminalizzante, che non è solo seppellire con la croce ma addirittura di indicare il nome della madre”, ha denunciato Adele Orioli dell’Uarr, l’Unione atei agnostici e razionalisti, che ha parlato di “ingerenza confessionalista” perché le sepolture del Comune di Roma, dice, “sono affidate in convenzione alla Caritas e a Sant’Egidio” ma anche “all’associazione ‘Difendere la vita con Maria’”, “la cui convenzione sarebbe stata rinnovata solo lo scorso anno”. L’alternativa al procedimento “d’ufficio” della Asl (come è avvenuto in questo caso), spiega Orioli, “è occuparsi personalmente dello smaltimento, cioè con un esborso economico. Questo crea un diritto a pagamento e il diritto all’anonimato non può essere a pagamento. Di fatto però oggi a Roma lo è”.
“In relazione alla dolorosissima vicenda del feto sepolto con il nome della mamma, il Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di aprire un’istruttoria per fare luce su quanto accaduto e sulla conformità dei comportamenti, adottati dai soggetti pubblici coinvolti, con la disciplina in materia di privacy”, si legge in una nota del garante della Privacy. 

 
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