Dopo 27 anni da parlamentare Rosy Bindi lascia la politica: ora solo viaggi e studi
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Dopo 27 anni da parlamentare Rosy Bindi lascia la politica: ora solo viaggi e studi

Col termine della legislatura non si ricandiderà: fare politica non è un mestiere, impossibile farla senza il fuoco che arde.

Rosy Bindi
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10 Aprile 2017 - 11.26


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Rosy Bindi lascia la politica. Dopo 27 anni da parlamentare a 66 anni e con due poltrone da ministro conquistate non ci pensa proprio a ricandidarsi e a termine legislatura finirà il suo impegno, come ha raccontato in una lunga intervista al Fatto Quotidiano.

“La vita è più e meglio di ciò che facciamo, per quanto onorevole e gratificante. Vorrei dedicarmi agli studi, tornare al mio vecchio amore per la teologia. E poi viaggiare un po’”, visto che, “come dice Romano Prodi, finora sono stata in tutti gli aeroporti del mondo. Ho girato tanto ma ho visto poco”.

Una carriera lunga e militante, quella di Bindi, che, come ricorda lei stessa, ha “avorato in questo Palazzo per 23 anni, e prima ancora altri 5 a Strasburgo”. A darle la forza di proseguire, in tutti questi anni, è stata la passione, che mi ha tenuta viva e integra”. Ma adesso qualcosa è cambiato: “Fare politica non è un mestiere, ed è impossibile servirla senza quel fuoco che arde”.

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E su Renzi. Impegnata nella commissione Antimafia la Bindi, da sempre antirenziana, è rimasta fuori dal dibattito politico più acceso degli ultimi mesi.

“Ho lasciato una casa incompiuta e ora la ritrovo un po’ diroccata. Il Pd come si è visto non funziona se si trasforma in un carro al seguito dell’uomo solo al comando. Se riprende quella strada, forse avrà vita”.

“Il Pd come si è visto non funziona se si trasforma in un carro al seguito dell’uomo solo al comando. Non era nato per stare tutto il tempo ad applaudire il leader ma per essere la sintesi di diverse culture: socialista, cattolica, ambientalista, liberale. Se riprende quella strada, forse avrà vita». La delusione la spingerà a ritirarsi completamente dalla scena? Non è detto: «Vedo un gran bisogno di formazione alla politica e di ricostruzione delle reti associative”.

La Bindi acconta che Papa Francesco è l’unico leader da seguire, che i 5 stelle sanno “convincere la gente” e che Orlando ed Emiliano “sono competitori veri” di Renzi. Dei due spiega di essere più vicina a Orlando.”I miei amici stanno con lui, e io mi sento naturalmente più vicina alla sua idea di governo plurale del partito”. 

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