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Chi per una passeggiata mente ai controlli anti Covid19 rischia fino a 12 anni di carcere

Il ministro Lamorgese invita i prefetti e il capo della polizia ad essere più rigorosi nei controlli.

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globalist Modifica articolo

18 Marzo 2020 - 08.51


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Il ministro dell’Interno ha dato un giro di vite: troppe persone in strada nonostante il divieto emanato con l’emergenza coronavirus, ora le forze dell’ordine devono sanzionare di più. E le norme diventano ancora più pesanti visto che col nuovo modello di autocertificazione si deve dichiarare di non essere malati e/o in quarantena. Chi mente potrebbe essere denunciato per reato contro la salute pubblica e rischiare fino a 12 anni di carcere.

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“Siamo pronti a nuove scelte coraggiose per fermare il virus”, aveva detto il ministro Lamorgese alcuni giorni fa. E queste scelte potrebbero comprendere sanzioni più pesanti per i troppi passeggiatori, corridori e amici dei cani che si trovano in giro per le strade italiane nonostante il decreto che invita le persone a rimanere in casa. L’emergenza coronavirus non è stata compresa, evidentemente, da tutti. I governatori delle Regioni più colpite denunciano da giorni che la gente in giro è ancora tanta. In Lombardia, analizzando il dato dei cellulari, si è visto che almeno il 40% degli abitanti è ancora in movimento.

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Ecco perché è stata emanata una nuova autocertificazione, il documento che serve per poter dichiarare alle forze dell’ordine il motivo “urgente” per il quale ci si trova in strada. Nel nuovo modello è presente la voce in cui la persona fermata deve dichiarare di “non essere in quarantena”. Questa dicitura implica che, se fosse una dichiarazione fasulla, il compilante rischierebbe una denuncia per reato contro la salute pubblica e rischierebbe fino a 12 anni di galera. 

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