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Coronavirus, chi fuma è più a rischio; l'Iss consiglia: "Ottima occasione per smettere"

L'Iss rivela che tra i ricoverati critici un terzo sono fumatori: "È ormai dimostrato che il fumo di tabacco attivo e passivo favorisca le infezioni respiratorie"

Sigaretta
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globalist Modifica articolo

14 Marzo 2020 - 15.36


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Chi fuma ha più da temere dal Coronavirus: non può sicuramente essere una notizia così eclatante, dato che tutti sappiamo che il fumo indebolisce i nostri polmoni. Ma a ulteriore conferma, l’Iss ha rivelato che “un terzo de fumatori positivi al Covid-19 presentava all’atto del ricovero una situazione clinica più grave dei non fumatori e per loro il rischio di aver bisogno di terapia intensiva e ventilazione meccanica è più che doppio”. 
“È ormai dimostrato che il fumo di tabacco attivo e passivo favorisca le infezioni respiratorie. Non ci stupisce quindi – scrive Roberta Pacifici, direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss – che recentissimi studi relativi al Covid-19 abbiano evidenziato un rischio di malattia più severa tra i fumatori”.
Questi studi ipotizzano anche che la condizione di fumatore spieghi la differenza di genere nel tasso di letalità riscontata che sarebbe del 4,7% negli uomini contro il 2,8% nelle donne. In Italia i fumatori sono 11,6 milioni, gli uomini che fumano sono oltre 7 milioni e le donne 4,5 milioni. Nonostante esistano i Centri Antifumo su tutto il territorio e il numero verde 800 554088, “i tentativi di smettere di fumare sono negli ultimi anni in diminuzione”.
“La necessità di cambiamenti delle abitudini giornaliere, che questa epidemia ci impone”, afferma l’esperta, andrebbero utilizzati per smettere. La ricerca scientifica ha confermato infatti che quando si smette, già “dopo poche settimane, migliorano gli scambi gassosi respiratori della circolazione, migliorano la tosse e i problemi respiratori”

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