È stato un carabiniere a indicare a Salvini il citofono da suonare: parte un'inchiesta
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È stato un carabiniere a indicare a Salvini il citofono da suonare: parte un'inchiesta

A che titolo un carabiniere telefona a una cittadina per fare da trait d’union fra lei e un partito politico in campagna elettorale?

Salvini citofono
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29 Gennaio 2020 - 13.11


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Un’indagine interna dell’Arma. Una richiesta di risarcimento danni in tribunale. E un’interrogazione parlamentare del Pd. Il video della passeggiata “legalitaria” di Salvini alla vigilia delle elezioni, con tanto di scampanellata sotto casa di un presunto pusher, è stato rimosso da Facebook perché violava la privacy di un ragazzino di 17 anni. Ma il caso Pilastro non è chiuso. Sono diversi i protagonisti che dovranno rispondere di quello che è successo il pomeriggio del 21 gennaio. Come racconta Rosario Di Raimondo su Repubblica. 
Bisogna tornare a quel giorno. Anna Rita Biagini, la pasionaria leghista che ha fatto da Cicerone a Salvini durante il tour pilastrino, ha detto di essere stata messa in contatto con lo staff della Lega grazie alla telefonata di un maresciallo che conosce. A che titolo un carabiniere telefona a una cittadina per fare da trait d’union fra lei e un partito politico in campagna elettorale? È la domanda alla quale vuole rispondere l’Arma. Ed è stata aperta un’inchiesta interna per accertare il ruolo di un carabiniere già sotto i riflettori per un’altra vicenda: è indagato con un collega per stalking nei confronti di un avvocato e per depistaggio. A fine anno il tribunale del Riesame ha stabilito per entrambi la sospensione ( provvedimento al momento in stand-by in attesa dell’esito del ricorso).

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