Mattarella ricorda Marzabotto e condanna l'odio nazi-fascista e il nazionalismo

Nel 75esimo anniversario della strage nazi-fascista, il Presidente della Repubblica ribadisce: "La storia ci è maestra, il male che abbiamo conosciuto non è stato ancora sconfitto"

Mattarella

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globalist 29 settembre 2019

Nell'anniversario della atroce strage nazista di Marzabotto, dove a centinaia tra uomini, donne e bambini morirono per mano della furia nazista, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rilasciato una dichiarazione in cui ha mandato un messaggio chiaro contro il pericolo dei nazionalismi estremizzati, secondo il presidente solo in grado di "esasperare i contrasti". 
Mattarella ribadisce che "la storia, anche quella dolorosa, ci è maestra. Il male che abbiamo conosciuto non può dirsi mai sconfitto per sempre". 
Di seguito il testo completo dell'intervento: 

"A 75 anni dall’immane sterminio di donne e di uomini, di bambini e di anziani, che le squadre naziste compirono nell’area del comune di Marzabotto e nei territori alle pendici di Monte Sole, la Repubblica ricorda i tanti innocenti uccisi, il dolore atroce dei sopravvissuti, quella ferita all’umanità.

Il 29 settembre del 1944 cominciò il barbaro eccidio, e le stragi proseguirono per giorni. Fu un crimine efferato e disumano. Alle atrocità della barbarie nazifascista la Repubblica e la sua democrazia hanno risposto ponendo al centro la persona, affermando l’aspirazione alla pace e quella alla giustizia, il rispetto dei diritti inviolabili dell’uomo e, insieme, dei diritti delle comunità in cui l’uomo si realizza.

La Repubblica è nata da questo riscatto popolare, dal rifiuto dell’odio e della volontà di potenza, dalla resistenza all’ideologia di sopraffazione e di violenza. Le basi repubblicane sono iscritte in una comunità nazionale legata da spirito di solidarietà, che sa riconoscere il bene comune, trovando l’unità nei momenti decisivi e facendosi promotrice di pace e cooperazione. non più un nazionalismo che esaspera i contrasti: così nel dopoguerra è sorta l’Europa “unita nella diversità”.

La storia, anche quella dolorosa, ci è maestra. Il male che abbiamo conosciuto non può dirsi mai sconfitto per sempre. I pericoli riaffiorano quando la responsabilità si attenua e gli egoismi avanzano. Anche per questo la memoria di Marzabotto e di monte Sole va custodita, come è stato fatto negli anni dalle comunità più ferite: al tempo stesso va trasmessa ai più giovani in modo che i valori di pace e di libertà si rafforzino sempre più come patrimonio comune e come base fondamentale della nostra vita sociale".