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Tremano i vertici dei Beni Culturali di Roma: indagato il soprintendente

Nell'inchiesta figura anche Francesco Prosperetti che si occupò del vincolo (poi cancellato) sulle tribune dell'ippodromo di Tor di Valle. Così agì la rete di Parnasi secondo l'inchiesta

Il progetto dello stadio della As Roma
Il progetto dello stadio della As Roma

globalist

14 Giugno 2018 - 16.52


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Lo tsunami dello scandalo Parnasi a Roma non si ferma. Risulta indagato anche il sovrintendente Francesco Prosperetti, una delle figure di maggior spicco, autorevolezza e notorietà nei Beni Culturali di Roma. Prosperetti si occupò del vincolo sulle tribune dell’ippodromo di Tor di Valle. Secondo la Procura l’ex capo segreteria del Ministro ai Beni culturali, Claudio Santini, “avvicinò il Sovrintendente chiamato a pronunciarsi sul vincolo” che poi fu tolto. Come riscontro la Procura indica “un incontro tra il Sovrintendente e il gruppo Parnasi il 19 maggio del 2017” e la successiva decisione di affidare al’architetto Paolo Desideri “la redazione di un progetto necessario per superare la questione del vincolo”. Secondo le carte dell’inchiesta Santini,avrebbe avuto l’incarico dalle società del gruppo Parnasi per “avvicinare il Soprintendente Francesco Prosperetti in maniera tale da consentire una diretta interlocuzione” ed “ottenere dal medesimo la richiesta di archiviazione della proposta di vincolo architettonico sull’ippodromo di Tor di Valle (la cui esistenza avrebbe precluso la realizzazione del progetto del nuovo stadio)”.

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Lo si spiega in un passo dell’ordinanza che ha portato a 9 arresti nell’ambito delle indagini sul nuovo stadio dell’As Roma. In questo contesto “emerge la figura dell’architetto Paolo Desideri, amico di Prosperetti” e “datore di lavoro di sua figlia Beatrice”.
Desideri, prosegue il testo, “pochi minuti dopo l’incontro con il Soprintendente ed apparentemente su proposta dello stesso” viene incaricato dal gruppo imprenditoriale di “redigere un progetto per il ricollocamento delle campate e/o della tribuna dell’ippodromo di Tor di Valle in base ad una costante interlocuzione con il Soprintendente, necessaria a consentire l’archiviazione della proposta di apposizione del vincolo”.

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In un altro passaggio del provvedimento del giudice Maria Paola Tomaselli si spiega che Parnasi e i suoi collaboratori avrebbero “avvicinato in maniera diretta e molto spesso tramite intermediari qualificati i pubblici funzionari coinvolti a vario titolo nella vicenda al fine di ammorbidirli e indurli a un atteggiamento di favore confronti del progetto dello stadio”.

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Per la moglie e i figli del sovrintendente Prosperetti sono scattati accertamenti patrimoniali da parte della procura mentre il Ministero di beni culturali e turismo ha disposto un’ispezione interna.

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