Lo Stato tratta con la mafia: ma per Gasparri il problema è che il pm Di Matteo parli in tv
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Lo Stato tratta con la mafia: ma per Gasparri il problema è che il pm Di Matteo parli in tv

Il magistrato osite di Lucia Annunziata e insorge l'esponente di Forza Italia: uso fazioso delig spazi televisivi.

Maurizio Gasparri, senatore FI
Maurizio Gasparri, senatore FI
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22 Aprile 2018 - 17.20


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Loro sono fermi alla linea che Marcello Dell’Utri sia un ‘prigioniero politico’. Cosa ci vogliamo aspettare da quelli di Forza Italia, ossia il partito che (carte processuali alla mano) è stato sostenuto da Cosa Nostra fin dalla sua nascita e che ha avuto come padre-padrone il Berlusconi pagatore della mafia e datore di lavoro dello stalliere mafioso Mangano (sempre dati processuali).
Quindi per Maurizio Gasparri, ossia un parlamentare forzitaliota più fazioso della Casellati e più fondamentalista di Brunetta, il problema non è che che lo Stato abbia trattato con la mafia, ma che la televisione pubblica intervisti uno dei pm che hanno aiutato a fare chiarezza.
“Lucia Annunziata ancora una volta fa un uso fazioso degli spazi televisivi che la Rai le concede. Il magistrato Di Matteo, ospite nella sua trasmissione su Rai3, ha detto che i carabinieri avevano, tramite Ciancimino, cercato di contattare Riina. Sono gli stessi carabinieri che hanno arrestato Totò Riina. Questo era il loro obiettivo ma l`Annunziata, come del resto Di Matteo, hanno evitato di precisarlo. È questo il modo fazioso e sbagliato con cui si racconta la realtà italiana. Mori e gli altri carabinieri hanno avuto forse la colpa di perseguitare la mafia e di arrestare Riina ed altri. Così come si continua a non ribadire con chiarezza che le vicende di cui si parla sono antecedenti al 1993, che al governo c`erano Ciampi ed altri, che furono loro a cancellare il carcere duro. Berlusconi all`epoca non aveva nessun ruolo pubblico e quando ha assunto ruoli di governo ha inasprito ogni norma antimafia. Dobbiamo condurre una campagna di verità contro le sentenze bugiarde e contro il servizio pubblico radiotelevisivo che con Lucia Annunziata ha scritto oggi un`altra pagina di disinformazione. La Rai deve rispondere di questo modo approssimativo di gestire gli spazi pubblici. Lucia Annunziata oggi ha contribuito ad alimentare una informazione basata su ricostruzioni non veritiere. Peccato che non ci sono ancora organi parlamentari costituiti perché avremmo dovuto chiamare a rispondere i vertici dell`azienda di questa vicenda. Ma avremo modo e luoghi in cui farlo”.
Fornaro (LeU): bene intervistare Di Matteo
“In un Paese normale una sentenza come quella emessa a Palermo sulla trattativa stato-mafia avrebbe aperto una riflessione di carattere straordinario sulla stagione delle stragi dei primi anni Novanta. Bene ha fatto quindi Lucia Annunziata ad invitare il giudice Nino Di Matteo nella trasmissione Rai da lei condotta e gli attacchi censori di Gasparri ne sono la plastica conferma”. Lo scrive in una nota Federico Fornaro, capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera.
“E’ vero, caso mai – aggiunge – il contrario di quel che sostiene Gasparri: sui canali Rai e nei media in generale si è parlato troppo poco di una sentenza che al di là degli aspetti riguardanti le responsabilità penali dei singoli, imporrebbe una doverosa rilettura storica e politica della fase che chiuse la Prima Repubblica e determinò la discesa in campo di Berlusconi con Forza Italia”.

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