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Roma cerca nuovi stadi ma nel Flaminio degradato si muore

Progettato dall'architetto Nervi per le Olimpiadi del 1960 l'impianto abbandonato da anni.

Stadio Flaminio
Stadio Flaminio

globalist

2 Febbraio 2018 - 14.59


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La notizia è di quelle di cronaca da poche righe di agenzia. Il corpo di un uomo ritrovato questa mattina all’interno dello stadio Flaminio a Roma, nei pressi dell’ingresso 16. Un senzatetto che dimorava nei locali dismessi dell’impianto. Si ipotizza una morte per cause naturali, ma sono in corso accertamenti.
Una notizia stringata e dolorosa che pone però diversi interrogativi sullo stato di degrado nel cuore della capitale e dell’inerzia delle istituzioni. Lo stadio Flaminio è ormai da anni in uno stato di totale abbandono, un impianto che cade a pezzi nel silenzio assoluto diventato rifugio dei più sfortunati. Una situazione desolante.
Eppure si tratta di un luogo evocativo, con sessant’anni di storia. E’ lo stadio progettato dall’architetto Antonio Nervi e realizzato per ospitare gli incontri di calcio delle Olimpidi del 1960. Un bene di interesse artistico e storico, dice il Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004, sotto tutela a partire dal 2008, cinquantesimo anno dal suo completamento.
Invece dal 2011 è inutilizzato, da quando la nazionale di rugby rinunciò a giocare il ‘Sei nazioni’ per migrare all’Olimpico. E da allora, a parte le chiacchere, sia l’amministrazione capitolina sia la Figc, che dal 2014 ha avuto in gestione lo stadio Flaminio con l’impegno di ristrutturarlo a proprie spese, hanno fatto nulla. Qualche tentativo, a dire il vero, c’era stato. Ma senza esito. Come il progetto di Renzo Piano per la riqualificazione dell’area, incluso lo stadio. Ma non se ne fece nulla.
Anche la giunta guidata dalla sindaca Virginia Raggi sembra essersi dimenticata dello stadio Flaminio. E’ vero che lo scorso anno il Campidoglio aveva partecipato al bando della Getty Foundation di Los Angeles per il finanziamento di progetti per il mantenimento del patrimonio architettonico ma i 137mila euro di finanziamento ricevuti dal piano della facoltà di architettura dell’università La Sapienza sembrano davvero poca cosa.
Nel frattempo invece, abbiamo visto una giunta molto impegnata sul progetto del nuovo stadio della Roma. Tante discussioni per un mega impianto che sorgerà, nuovo di zecca, a Tor di Valle. Con grande gioia della società giallorossa e dei costruttori. Un complesso enorme che si svilupperà su una superficie di oltre 890mila metri quadri, di cui quasi 300mila di verde pubblico e 130mila di parcheggi. Oltre al nuovo stadio ci sarà l’area che ospiterà gli allenamenti della prima squadra, il Village, la zona che comprende un Medical center, un Hotel e la Hall of fame, il museo delle memorabilia, dei cimeli e dei trofei giallorossi. Poi il Business park che, abbandonate le torri progettate da Libeskind, ora prevede tre ampie corti, ancora a firma dell’architetto polacco naturalizzato statunitense. Ed infine il Convivium, l’area commerciale composta da una grande piazza pubblica che è anche l’accesso principale allo Stadio, con servizi di intrattenimento, negozi, bar e ristoranti, e connesso, mediante i percorsi pedonali di collegamento, con la stazione Magliana e la stazione di Tor di Valle. Oltre alle opere pubbliche, parcheggi, ponti, strade.
Questa è la Roma che verrà ma chissà che la morte di un senzatetto non faccia riflettere qualcuno.

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