Il bullo ricco e il debole squattrinato: la coppia killer di Ferrara
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Il bullo ricco e il debole squattrinato: la coppia killer di Ferrara

"Ti do quello che vuoi se mi aiuti a fare questa cosa" l'analisi del rapporto malato e viscerale tra i due adolescenti assassini.

Il bullo ricco e il debole squattrinato: la coppia killer di Ferrara
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12 Gennaio 2017 - 17.48


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Vanno avanti le indagini ed emergono nuovi elementi relativi all’omicidio della coppia del Ferrarese, ad aver impugnato l’ascia, l’arma del delitto, sarebbe stato Manuel, l’amico del figlio. Questo ragazzo per l’amico aveva un rapporto viscerale, era il debole dei due, quello squattrinato. «Ti do quello che vuoi. Soldi quanti ne vuoi, se mi aiuti a fare questa cosa», gli aveva detto Riccardo.

«Manuel è un buono» – «Manuel è un buono, che ci crediate o no. Si è fatto lusingare dai soldi ed erano davvero tanti. I carabinieri li hanno trovati qui a casa, nascosti in un angolo. Un portafoglio gonfio di soldi», ha raccontato al Corriere il padre. E racconta «Mi hanno tenuto lì ore e ore, poi alle sette del mattino mi hanno detto che Manuel aveva confessato e me l’hanno fatto incontrare un attimo, gli ho dato uno schiaffone. Era distrutto che non sembrava neanche lui, mi ha detto “papà, perdonami”». «Adesso la nostra paura è che si uccida», spiega l’uomo che ha giurato al figlio che non lo abbandonerà mai.

Lo spaccone che odiava la madre – Del loro rapporto simbiotico parlano anche i conoscenti. «Erano sempre insieme, fin da quando erano bambini». Saltavano le lezioni e si fumavano spinelli su spinelli. Il trascinatore era Riccardo, che, lo sostengono tutti, odiava la madre, che lo rimproverava sui risultati scolastici e giudicava negativamente la sua vita fatta di vestiti firmati e soldi sempre pronti a uscire dalle tasche, voleva più regole per il figlio. Sarebbe proprio questo il movente dell’omicidio.

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