L'arcivescovo di Bologna: sono e sarò sempre un prete di strada
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L'arcivescovo di Bologna: sono e sarò sempre un prete di strada

Le prime parole di monsignor Zuppi dopo la nomina: conosco i miei limiti. Mi lascerò cambiare dall'incontro con una città dalla grande storia e dalle forti esperienze sociali.

L'arcivescovo di Bologna: sono e sarò sempre un prete di strada
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28 Ottobre 2015 - 10.53


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“Amo confessare. La confessione ci mette in rapporto con l’abisso del cuore umano e con l’abisso della misericordia di Dio. E’ un dono straordinario e invece ne abbiamo fatto un appuntamento pauroso”. Sono le prime parole di monsignor Matteo Zuppi, nuovo arcivescovo di Bologna.

“Conosco i miei limiti, non presumo nulla. Imparerò, mi lascerò cambiare dall’incontro con quella città dalla grande storia e dalle forti esperienze sociali, dal grande umanesimo”. “Come prete di strada penso che mi ci troverò bene, perché è il Vangelo che ci spinge a uscire per le strade per incontrare tutti, a cominciare dai poveri. Gesù è sempre in cammino nei Vangeli e così dobbiamo fare noi vescovi, anzi noi cristiani. Così penso che farò”.

Monsignor Zuppi ha aggiunto: “Se resti al chiuso ti ammali, come dice papa Francesco. Non bisogna avere paura di contaminarsi. Il cristiano non deve avere alcun timore di quello che può venirgli da fuori. Deve temere solo il male che gli può uscire dal cuore. Vedo la Chiesa nella città, cioé nella comunità degli uomini, come un fiume che l’attraversa e non ha paura di sporcarsi attraversandola”.

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