Guede: anche io voglio un nuovo processo
Top

Guede: anche io voglio un nuovo processo

E' stato condannato a 16 anni di carcere. I suoi avvocati smentiscono l'ipotesi di revisione

Guede: anche io voglio un nuovo processo
Preroll

Desk2 Modifica articolo

8 Aprile 2015 - 17.10


ATF

“Io sono il condannato impossibile. Complice di un omicidio senza colpevoli”. A parlare è Rudy Guede, l’unico colpevole nel processo sull’omicidio di Meredith Kercher, che in un colloquio pubblicato su Repubblica ha annunciato: “Voglio arrivare alla revisione del processo. Adesso, insieme ai miei avvocati, aspettiamo le motivazioni della sentenza della Cassazione: sono convinto che troveremo elementi utili per ribaltare il verdetto”. L’ivoriano è stato condannato in via definitiva a 16 anni ed è detenuto nel carcere di Viterbo.

Rudy Guede ha parlato dell’assoluzione di Raffaele Sollecito e Amanda Knox decretata dalla Corte di Cassazione: “In questa storia sono l’unico condannato, i giudici si convinceranno: non posso essere certo io il complice di me stesso”. “Qui in Italia il rito abbreviato è visto come un’ammissione di colpevolezza, io invece pensavo di poter dimostrare subito la mia innocenza”.

Allo stesso tempo, però, le parole del condannato vengono in un certo senso smentite dagli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile che lo difendono: “La revisione del processo non è un’ipotesi che stiamo prendendo in considerazione”.

Leggi anche:  Giovane operaio ucciso a colpi di pistola: il 24enne era incensurato e non aveva contatti con la criminalità organizzata

“Io non so cosa abbia detto Rudy – ha detto Biscotti, in relazione all’intervista – ma sabato scorso, insieme al collega Nicodemo Gentile, siamo stati a fargli visita e a noi ha detto altre cose, e vale quello che ha detto a noi. La cosa che sta più a cuore a Rudy adesso è quella di completare il percorso carcerario, laurearsi e proseguire nel suo essere un detenuto modello”.

Biscotti ha concluso dicendo che “è stata scritta una lettera al presidente del Senato invitando i senatori ad ottemperare alle corrette prerogative parlamentari durante le visite agli istituti penitenziari e a non riportare all’esterno eventuali commenti dei detenuti”.

Native

Articoli correlati