di Alessandra Concas
“Io sola”, un libro – messaggio alle donne vittime di violenza in ambito domestico: Intervista all’autriceQuesto libro vuole lanciare un messaggio esplicito alle donne che sono vittime di violenza coniugale e non riescono a trovare una via d’uscita.
“Io sola” narra della violenza di un uomo ai danni della moglie protrattasi per diversi anni, sino a quando la donna riesce a denunciare il suo carnefice.
Ne abbiamo parlato con l’autrice Maria Mantega.
Perché le donne che hanno subito violenza, devono affrontare un mondo pieno di pregiudizi, perché non vengono credute, perché spesso le violenze, soprattutto quelle psicologiche avvengono in modo nascosto, oppure il carnefice anche a livello fisico cerca di mantenerle nascoste dentro le mira domestiche, manifestandosi come una persona buona e perfetta, un perfetto marito o compagno davanti agli altri, e la violenza non emerge, e quando la donna decide si separarsi si trova sola.
La protagonista del libro naviga in un mondo di solitudine, per questo “Io sola”.
In realtà questo titolo è stato scelto dalla dott.ssa Michela Capone, che per questo motivo è la madrina, è stata la prima lettrice e mi ha detto “io lo intitolerei Io sola, perché emerge una profonda solitudine”.
Nel libro racconto la storia di una violenza coniugale durata circa quindici anni.
L’intento è dire alle donne che ne sono coinvolte che non mai tardi e bisogna trovare il coraggio di rivolgersi a qualcuno che le possa aiutare.
La protagonista del libro si rivolge a un centro antiviolenza, che è di sicuro il passo migliore che si possa fare.
Vorrei dire alle donne che si trovano in situazioni simili, di non avere paura di uscire allo scoperto, perché essendoci la tutela della privacy nessuno le obbligherà a fare niente contro la loro volontà.
Si, c’è anche una denuncia alle Istituzioni.
Si sente molto spesso parlare di donne che vanno a denunciare un fatto di violenza e si vedono congedare da carabinieri o polizia con la frase “ la situazione si metterà a posto, si tratta di un normale litigio”.
Secondo me le Istituzioni dovrebbero essere più preparate nell’ accogliere queste donne che spesso hanno difficoltà a parlare, aiutandole a tirare fuori quello che hanno dentro, non sottovalutando niente, perché quello che si vive in determinate situazioni è davvero un inferno.
La vicenda di Miriam descritta da Maria Mantega nel suo libro è comune a molte altre delle quali si sente spesso parlare, l’auspicio è che le sue parole e il suo lavoro possano servire a mettere fine a queste brutali e sconcertanti situazioni.