Orso ucciso nell'Aquilano, l'indagato ammette
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Orso ucciso nell'Aquilano, l'indagato ammette

L'uomo, un operaio di Pettorano sul Gizio, si sarebbe assunto la responsabilità di aver ammazzato l'orso.

Orso ucciso nell'Aquilano, l'indagato ammette
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19 Settembre 2014 - 18.23


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«Sì, sono stato io». Ha ammesso la propria responsabilità l’operaio di Pettorano sul Gizio indagato con l’accusa di aver sparato una fucilata all’orso marsicano ritrovato morto venerdì scorso. È quanto si è appreso in ambiente giudiziario. Il plantigrado è stato colpito alle spalle da cinque pallettoni.

La notizia è stata confermata anche dalla Forestale, che, in una nota, fa sapere che l’uomo «messo davanti ai chiari, precisi e concordanti indizi raccolti dal Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale Nipaf dell’Aquila si è assunta la responsabilità di aver cagionato la morte dell’orso».

«L’attività di ricerca degli indizi, svolta negli ultimi due giorni dal Corpo Forestale dello Stato nella pertinenza dell’indiziato con il sequestro delle armi e delle munizioni – spiega ancora la Forestale – ha fatto desistere l’indiziato nel mantenere un atteggiamento reticente. Nel pomeriggio l’uomo, assistito dall’avvocato di fiducia, ha iniziato a collaborare con gli inquirenti e ha reso spontanee dichiarazioni davanti al pubblico ministero e alla p.g. operante, assumendosi la responsabilità di aver cagionato, accidentalmente, la morte dell’orso».

«La versione del fortuito colpo di arma da fuoco esploso dall’uomo nella notte dell’11 settembre – precisa la Forestale – dovrà essere confrontata con il quadro probatorio ricostruito dalla polizia giudiziaria. Per il gesto commesso l’indagato rischia una condanna da 4 mesi a 2 anni per l’uccisione del plantigrado come previsto dal combinato delle norme di cui: 544 bis c.p. e 30 lett. C L. 157/92».

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