Sei milioni sottratti all'Esercito: tre arresti
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Sei milioni sottratti all'Esercito: tre arresti

Stralciata posizione maresciallo, secondo l'accusa era la mente del raggiro.

Sei milioni sottratti all'Esercito: tre arresti
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26 Maggio 2014 - 12.06


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Un commercialista, un imprenditore ed un pensionato campani sono stati arrestati perché accusati di aver sottratto sei milioni di euro dalle casse dell’Esercito, mentre altre 44 persone sono state segnate alla procura militare e a quella ordinaria per i reati di peculato militare, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita. Ad accorgersi dell’ammanco sono stati gli stessi responsabili del Centro Amministrativo dell’Esercito, che lo hanno denunciato ai carabinieri di Roma.

Le indagini, svolte da Guardia di Finanza e Carabinieri, sono coordinate dal sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma Roberto Felici. Mente del raggiro un maresciallo dell’esercito, già rimosso e sospeso dal suo incarico e la cui posizione, stralciata, è al vaglio della Procura militare. Il militare, approfittando del suo incarico di cassiere del Centro Amministrativo dell’Esercito, nel periodo dal 2010 al 2013 era riuscito ad appropriarsi di circa 6 milioni di euro, sottraendoli dal conto corrente dal quale venivano effettuati i bonifici per gli stipendi al personale. Sotto la regia di un commercialista i soldi venivano confluiti sui conti correnti intestati a decine di persone compiacenti nella maggior parte dei casi “reclutate” nella provincia di Napoli.

La mente del raggiro che ha portato a sottrarre sei milioni di euro dalle casse dell’Esercito è un sottufficiale la cui posizione è stata stralciata e sul quale sta indagando la Procura Militare.
I tre arrestati sono invece un commercialista, principale complice del maresciallo, un pensionato e un imprenditore. Gli ultimi due avevano il compito di “reclutare” persone compiacenti per far confluire sui loro conti correnti i soldi sottratti. Nell’inchiesta compaiono 40 indagati che sono gli intestatari dei conti correnti sui quali transitava il denaro oggetto del raggiro.

I soldi sottratti dalle casse dell’Esercito venivano usati dal maresciallo, ritenuto la mente del raggiro, per vacanze, acquisto di auto e case. Tra l’altro il sottufficiale, la cui posizione è al vaglio della Procura Militare, con i soldi trafugati finanziava la sua attività di cantante amatoriale.

Grazie ad una minuziosa analisi della documentazione bancaria, intercettazioni telefoniche, indagini patrimoniali e testimonianze di decine di persone, coinvolte a vario titolo, è stato ricostruito in che modo è stato sottratto il denaro.

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