Il Papa: è cinico parlare di diritti umani e poi non accogliere
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Il Papa: è cinico parlare di diritti umani e poi non accogliere

Arriva il nuovo monito del Santo Padre che anche oggi ha voluto ricordare le vittime del Canale di Sicilia: sono storie che ci fanno piangere e vergognare.

Il Papa: è cinico parlare di diritti umani e poi non accogliere
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15 Maggio 2014 - 11.28


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«Tutti parlano di pace, tutti dichiarano di volerla, ma purtroppo il proliferare di armamenti di ogni genere conduce in senso contrario». Lo ha detto il Papa ricevendo alcuni ambasciatori e auspicando che «la comunità internazionale» si impegni «contra la crescita degli armamenti e per la loro riduzione».

Il Santo Padre ha poi ricordato che senza la Chiesa il cristiano semplicemente non esiste. Papa Francesco, nell’omelia della messa celebrata alla Domus Santa Marta in Vaticano, ha spiegato che «un cristiano senza storia, un cristiano senza popolo, un cristiano senza Chiesa non si può capire: è una cosa di laboratorio, una cosa artificiale, una cosa che non può dar vita».

Sottolinea il Papa: «Non si può capire un cristiano fuori dal popolo di Dio perchè il cristiano non è una monade ma appartiene alla Chiesa. Un cristiano senza Chiesa è una cosa puramente ideale, non è reale». Se «non si può capire un cristiano solo», al tempo stesso «non si può capire Gesù Cristo solo. Egli -esclama il Papa- non è caduto dal cielo come un eroe che viene a salvarci. No, Gesù Cristo ha una storia e possiamo dire che Dio ha storia, perchè ha voluto camminare con noi».

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Stragi di immigrati: storie che ci fanno vergognare – Papa Francesco ha poi voluto ricordare le vittime del Canale di Sicilia, che negli ultimi giorni è tornato sulle prime pagine dei giornali. Tutti dobbiamo essere «responsabili» nell’assicurare la dignità ai «nostri fratelli e nostre sorelle» costretti a lasciare la propria terra. «Sarebbe un atteggiamento in un certo senso cinico proclamare i diritti umani e, contemporaneamente, ignorare o non farsi carico di uomini e donne che, costretti a lasciare la loro terra, muoiono nel tentativo o non sono accolti dalla solidarietà internazionale».

Esperienze «opposte» caratterizzano l’accoglienza agli immigrati. Accanto a «storie stupende di umanità, di incontro, di accoglienza», ci sono «purtroppo storie che ci fanno piangere e vergognare», ha aggiunto il Pontefice.

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