Da quanto si apprende dagli inquirenti che indagano sul caso di Claudio Scajola, ci sono anche casi di un «uso improprio» della scorta nelle intercettazioni telefoniche riportate nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’ex ministro. [url”Scajola è stato arrestao”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=57800&typeb=0&L-ex-ministro-scajola-arrestato-dall-Antimafia[/url] ieri dalla Dia di Reggio Calabria con l’accusa di aver favorito la latitanza di un ex parlamentare.
Il giudice per le indagini preliminari, Olga Tarzia, riferendosi ad una telefonata avvenuta il 15 gennaio del 2014 tra Scajola e la sua segretaria, annota che «lo Scajola è nuovamente al telefono con Roberta Sacco: nel corso di questa conversazione emerge con maggiore spregiudicatezza l’uso improprio del personale di scorta, tanto che Claudio Scajola si spinge a dare disposizioni che la scorta si rechi in territorio estero senza gli attrezzi; al termine della telefonata, la Sacco informa il politico anche del contatto avuto precedentemente con Michele, un sovrintendente capo della polizia, in servizio presso l’Ispettorato Ps – Palazzo Viminale Sezione Operativa Interna».
L’ex ministro non risponde al gip – Nell’interrogatorio di garanzia nel carcere di Regina Coeli Scajola si è avvalso della facoltà di non rispondere. «Voleva rispondere ma gli abbiamo consigliato di non farlo: vogliamo prima parlare con lui e studiare le carte», ha detto l’avvocato Giorgio Perroni.
«Abbiamo concordato un appuntamento con il pm per mercoledì o giovedì prossimi – ha aggiunto il legale dell’ex ministro forzista – vogliamo parlare con lui e studiare bene le carte». L’avvocato Perroni ha aggiunto che Scajola «voleva rispondere ma noi gli abbiamo consigliato di non farlo oggi: è sereno, tranquillo, convinto di poter spiegare i fatti».
[url”NUOVE INTERCETTAZIONI”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=57823&typeb=0&Cosi-scajola-aiutava-il-latitante[/url]Il testo della conversazione tra Roberta Sacco (R) e Michele (M), il sovrintendente capo della polizia di Stato, in servizio presso l’Ispettorato PS – Palazzo Viminale Sezione Operativa Interna, secondo il giudice, non «necessita di particolari commenti».
M = Pronto?
R = Ciao Michele, sono Roberta da Imperia, come stai?
M = Oh, sono contento, che piacere sentirti Roberta, ciao. R =Ciao, che dici?
M = Dimmi tutto.
R = Io, guarda, quando ti chiamo sai che ti devo rompere le scatole, eh!
M = (ride)
R = No, scherzo … mi chiede una cosa, se tu riesci, però in maniera riservata, senza alzar polvere …
M = Si.
R = … solo se si riesce … lui ha una targa di un’auto …
M = Si.
R = Che però è targata Montecarlo … tu riesci a sapere a chi è intestata?
M = Eeee, ci proviamo, eh!
R = Uh! Grazie.
M = E allora … adesso il problema è che non sono in ufficio, eh!
R = Ti richiamo?
M = No, no, devo solo trovare un punto di appoggio e trovare un pezzettino di carta … okay, ci ho un fazzolettino … non lo so se sarà fattibile, proviamo
R = Okay … si, infatti mi ha detto, senza sollevare polvere ma …
M = Solo l’intestatario? … solo l’intestatario dici?
R = Si, sapere a chi è intestata ed eventualmente sapere se è la prima immatricolazione … cioè, sapere se era di qualcuno prima o se è nuova!
M = Si, dimmi tutto.
R = Allora, Napoli … N di Napoli …
M = Si.
R = … 672 …
M = Si.
R = … basta … e poi c’è MC, Montecarlo …
M = Ho capito.
R = … che però non so se fa parte della targa o basta N672 … questo, è targata MONTECARLO.
M = Si … che tipo di macchina è me lo dai?
R = È una Porsche Cayenne.
M = Ah, ho capito, non mi devi dire più niente!
R = Va bene (ride).
M = Si, ciao.
R = Ciao Michele.
M = Ti faccio sapere.
R = Grazie, sei un angelo.
M = Ciao.
R = Ciao, ciao, ciao.