Nuoro omofoba: volgarità contro i gay
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Nuoro omofoba: volgarità contro i gay

Una scritta offensiva su una pubblicità per sensibilizzare sul tema dell'omosessualità. Ma è arrivato il momento di dire basta.[Elisabetta Siotto]

Nuoro omofoba: volgarità contro i gay
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5 Febbraio 2014 - 12.00


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di Elisabetta Siotto

Una coppia omosessuale si bacia accanto alla scritta: “dillo con la luce”.
Questo rappresentava il cartellone pubblicitario affisso di recente in Via Aosta, a Nuoro;
sarebbe dovuta essere una campagna di sensibilizzazione, avrebbe dovuto smuovere le menti e le coscienze, avrebbe dovuto portare a maturazione il pensiero collettivo, alla comprensione e all’accettazione di una categoria di persone emarginata da tempo.

Invece nella serata di ieri si è mossa solo l’ignoranza, e nella sua solita veste leggera di insulto, ha preso vita in un’unica parola, sciocca e volgare, in una di quelle parole che usano i bambini per ribattere ad un’ingiuria del compagno di banco, dopo averla sentita dai genitori o dai fratelli maggiori: “Froci”.

Un appellativo, una stilettata, non tanto per il suono in sé, ma per il tono con cui viene utilizzato, quel tono di disprezzo e disgusto che noi nuoresi conosciamo molto bene, perché lo ascoltiamo ogni volta che queste due sillabe vengono pronunciate, dal momento che già alle elementari ne abbiamo assorbito le sfumature e da grandi abbiamo imparato ad associare la parola alla comunità a cui è riferita, trasferendovi tutto quel raccapriccio e quell’intolleranza.
Non tutti son cresciuti in questo modo (il modo peggiore, c’è poco da discutere su questo punto), e molti hanno imparato intelligentemente a distaccarsene totalmente, ma questa percentuale di esseri pensanti non bastano per dare una svolta all’omofoba Nuoro!

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Per eliminare questa limitatezza mentale infatti, bisognerebbe prima di tutto cambiare la generale convinzione tramandataci dai nostri avi per cui l’omosessualità è una scelta, dunque una colpa, o secondo la quale (ancora peggio, ringraziate pure la Chiesa Cattolica) dall’omosessualità si può guarire, dunque è una malattia, dunque è qualcosa di contagioso e innominabile e sia mai che qualcuno baci il proprio partner accanto a te, che magari ti passa il virus per la tendenza sessuale inversa.
Ciò che più mi disgusta, anche se poco mi stupisce, sono state le affermazioni on-line di un ex esponente del PDL, che dopo aver ripetuto l’insulto scritto a lettere cubitali nel cartello, si è giustificato dicendo che dopo tutto quell’insegna era davanti ad una scuola elementare risultando dunque diseducativa.
Come se la parolaccia invece fosse qualcosa di altissimo livello da insegnare a dei bambini dai 5 ai 10 anni e come se l’odio nei confronti del diverso fosse invece la via con cui creare una coscienza civile nei futuri cittadini del mondo.

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Mi fa piacere sapere che questa possa essere definita educazione, ma soprattutto ringrazio il cielo per essere, in questa prospettiva, una cafona di infimo livello che porta rispetto a tutte le razze e a tutte le tendenze tranne che a quelle razziste.

Quel cartello era un simbolo di volontà di cambiamento da parte dello Stato italiano.

Era finalmente una mano tesa alla comunità omosessuale, che attende speranzosa questo gesto da decenni, che è sempre stata ghettizzata, discriminata e disprezzata, che ha subito angherie, che è stata definita viziosa, inferiore ed è stata accusata più volte di essere una pugnalata alla decenza, come se l’amore fosse da contare diversamente a seconda della composizione della coppia.
Sono stanca di vivere in una città incapace di distaccarsi dalle concezioni sbagliate del passato.
Disgustata dalle solite affermazioni gratuite, gettate lì, come se fossero sassolini sulla spiaggia.

È il momento di dire basta, a tutti voi: basta! È ora di evolversi.

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