Shalabayeva in Italia: felice di essere qui, ho temuto per la vita di mia figlia
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Shalabayeva in Italia: felice di essere qui, ho temuto per la vita di mia figlia

La moglie dell'ex dissidente kazako Ablyazov è atterrata oggi a Roma. Il suo rimpatrio, nel maggio scorso, aveva provocato una vera bufera politica sul governo.

Shalabayeva in Italia: felice di essere qui, ho temuto per la vita di mia figlia
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27 Dicembre 2013 - 16.15


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Alma Shalabayeva non sa se si fermerà in Italia ma è qui che è rientrata stamattina, dopo la vicenda che l’ha vista protagonista nei mesi scorsi. La moglie del dissidente kazako Mukthar Ablyazov nei giorni scorsi aveva ottenuto il visto Schengen che le ha permesso di lasciare il Kazakistan. Il via libera delle autorità locali è arrivato in seguito alle pressioni del ministero degli Esteri italiano e della stessa donna, il cui rimpatrio nel maggio scorso aveva fatto scoppiare un vero e proprio caso politico nel nostro Paese.

“Sono felice, sono molto felice di essere in Italia. Grazie a tutti” ha detto tra le lacrime la donna dopo il suo atterraggio all’aeroporto di Fiumicino, dove è arrivata poco dopo mezzogiorno con la figlia Alua. “Ho temuto per la vita di mia figlia” ha ricordato in conferenza stampa, sottolineando che lei e il marito si sentivano “sempre sotto sorveglianza, eravamo preoccupati di ricevere intimidazioni ma soprattutto avevamo timore per i nostri figli” ha detto ancora Shalabayeva, augurandosi di rivedere quanto prima Ablyazov perché “mi manca molto”.

La donna ha anche rivolto un ringraziamento al ministro Emma Bonino, al ministero degli Esteri e agli organi di informazione” per essersi occupati del mio caso ed avermi consentito di tornare in Italia”. E’ qui che Shalabayeva resterà per il momento, ha precisato uno dei suoi legali, anche se presto potrebbe spostarsi in Svizzera, dove si trova parte della sua famiglia.

Appena possibile, però, la donna dovrà presentarsi anche negli uffici della procura di Roma che l’ha iscritta al registro degli indagati con l’accusa di possesso di documenti d’identità falsi: il pm Eugenio Albamonte che cura l’indagine assieme al procuratore capo Giuseppe Pignatone potrebbe convocarla per interrogarla formalmente, subito dopo le feste, entro gennaio.

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