Kazakistan: Alma Shalabayeva può lasciare il paese
Top

Kazakistan: Alma Shalabayeva può lasciare il paese

Espulsa dall'Italia con la figlia di sei anni la scorsa estate, la moglie di Ablyazov lascerà Astana, anche grazie al governo italiano. Consegnati nuovi passaporti.

Kazakistan: Alma Shalabayeva può lasciare il paese
Preroll

Desk2 Modifica articolo

24 Dicembre 2013 - 10.23


ATF

Alma Shalabayeva, moglie dell’ex oligarca Mukhtar Ablyazov, potrà lasciare il paese dietro il pagamento di una cauzione. “Le autorità di polizia del Kazakistan hanno deciso di cambiare le misure cautelari per Alma Shalabayeva (annullando) il divieto di viaggiare al di fuori da Almaty”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Zhanbolat Usenov.

Secondo quanto specificato da Usenov, alla signora Shalabayeva e alla figlia sono stati consegnati nuovi passaporti ed ora possono fare richiesta di un visto per altri paesi. In sintesi, “a partire da oggi la signora Shalabayeva può lasciare il Kazakistan per qualsiasi paese”.

La decisione è stata assunta su richiesta della stessa Shalabayeva e del governo italiano. La donna fino a quest’estate risiedeva nel nostro Paese ma poi venne prelevata in una controversa operazione di polizia e messa su un aereo diretto alla volta di Astana con la figlia Alua.

Il caso – A novembre, ha riferito l’Ufficio del procuratore generale del Kazakhstan, la Shalabayeva aveva fatto appello alle autorità per ottenere il permesso di lasciare il paese. A luglio, ricorda Rapsi, il Kazakistan aveva emesso una pena non detentiva nei confronti della donna perché in possesso di un passaporto falso. La Shalabayeva e sua figlia Alua sono state espulse dall’Italia lo scorso 31 maggio.

Il marito, Mukhtar Ablyazov, è stato arrestato a Cannes il 31 luglio ed è detenuto a Aix-en-Provence in attesa di sentenza sulla richiesta di estradizione da parte di Kazakistan, Russia e Ucraina. Il dissidente kazako, oppositore del presidente Nursultan Nazarbayev, era fuggito in Gran Bretagna dove aveva chiesto ed ottenuto asilo politico nel 2011. Dall’inizio 2012 era tuttavia considerato in fuga dalla giustizia britannica, non essendosi presentato alle udienze relative al caso della banca kazaka Bta, di cui era presidente e alla quale dovrebbe pagare 400 milioni di dollari in danni.

Native

Articoli correlati