È morto il 51enne che tre giorni fa si era dato fuoco in piazza San Pietro. Ricoverato in condizioni gravissime all’ospedale Sant’Eugenio, non ce l’ha fatta. Le ustioni, di terzo grado, avevano interessato almeno il 48-50% del corpo, ed erano localizzate soprattutto sugli arti nella parte superiore, sul volto, torace e dorso, e su una piccola area sulle cosce.
L’uomo, romano della Garbatella, giovedì mattina si era cosparso gli abiti di liquido infiammabile e con l’accendino aveva appiccato il fuoco. Era stato subito soccorso da un sacerdote gesuita, che aveva spento il fuoco avvolgendolo col suo mantello, e da agenti di polizia dell’ispettorato Vaticano. Ma per lui non c’è stato nulla da fare.
Sarebbe arrivato a compiere il tragico gesto a causa di una forte depressione, acuita dalla mancanza di lavoro. In passato aveva lavorato come ambulante, ma ultimamente non riusciva a trovare un impiego. Nella sua giacca, lasciata in piazza San Pietro dopo il trasferimento d’urgenza in ospedale, era stato trovato un bigliettino in cui aveva scritto: “Sono stanco e non ho un lavoro”.