Stupra una bambina di Chernobyl: 80enne condannato a 6 anni
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Stupra una bambina di Chernobyl: 80enne condannato a 6 anni

La pena detentiva verrà trasformata in in arresti domiciliari a causa dell’età avanzata. Sequestrati 23 filmati di molestie sulla più piccola delle due bimbe straniere ospitate.

Stupra una bambina di Chernobyl: 80enne condannato a 6 anni
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20 Dicembre 2013 - 13.21


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Condannato a 6 anni di reclusione, che si tradurranno in arresti domiciliari a causa dell’età avanzata, l’uomo che ha violentato una bambina bielorussa di 7 anni da lui ospitata nell’ambito di un programma di soggiorni di risanamento di ragazzini delle aree più colpite dal disastro di Chernobyl.

La condanna è stata inflitta dal giudice per l’udienza preliminare Stefania Donadeo nel procedimento con rito abbreviato, dunque con lo sconto di un terzo della pena. L’imputato, originario di Pescara e residente ad Arese, risponde inoltre di un’imputazione introdotta dal legislatore nel 2006 che però fino a oggi è stata contestata a Milano in una sola occasione.

La vicenda giudiziaria di G. P. ha preso il via il 5 ottobre 2012, quando è stato sorpreso in un centro commerciale di Carugate mentre seguiva alcune minorenni con una microcamera nascosta in un borsello con cui le filmava di nascosto. I carabinieri lo avevano arrestato e a casa sua avevano sequestrato computer, fotocamere, videocamere, telefoni, registratori, cdrom e chiavette usb contenenti immagini pornografiche rielaborate con il suo volto e quelli di alcune bambine, oltre a fotografie stampate di bambine straniere.

All’interrogatorio di convalida dell’arresto, l’80enne aveva ammesso che le bambine oggetto delle rielaborazioni grafiche oscene erano le sue nipotine e che quelle ritratte nelle foto stampate erano bimbe bielorusse ospitate negli ultimi anni dalla sua famiglia, ma il giudice per le indagini preliminari non aveva convalidato l’arresto, ritenendo che ai reati di detenzione di materiale pedopornografico e di pornografia minorile contestati mancasse il requisito dell’ingente quantitativo.

Le indagini sono però proseguite e gli inquirenti hanno documentato che in effetti l’indagato aveva ospitato a partire dal 2002, quando avevano 7 e 8 anni, due bambine bielorusse. E soprattutto hanno svolto una consulenza tecnica sul materiale informatico sequestrato che ha rivelato un quadro assai più grave di quanto ipotizzato all’inizio.

Oltre alle 166 fotografie oscene rielaborate con i volti delle nipoti, sono infatti emersi 23 filmati in cui G. P. ha ripreso le molestie sulla più piccola delle due bimbe straniere e altri filmati realizzati con una videocamera nascosta con cui aveva ripreso tutte e cinque le piccole in bagno. Ne è seguita una nuova richiesta di arresto che è stata firmata dal gip Maria Grazia Domanico lo scorso marzo.

L’80enne oggi è accusato di violenza serssuale aggravata dall’età delle vittime e dall’abuso di relazione di ospitalità, detenzione di materiale pedopornografico, pornografia minorile virtuale e anche induzione alla prostituzione, perché in almeno un’occasione ha consegnato a una bambina delle monete come corrispettivo dei baci che pretendeva da lei.

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