Regno Unito sotto shock. Una madre e il suo compagno sono stati condannati all’ergastolo dal tribunale di Birmingham per aver torturato e ucciso il figlio di 4 anni, Daniel Pelka. Il piccolo è stato sottoposto a disumane violenze in famiglia: malmenato quasi ogni giorno e obbligato a lunghi digiuni che lo avevano fatto dimagrire vistosamente.
La madre Magdelena Luczak, 27 anni, e il compagno, Mariusz Krezolek, 34, di origine polacca sono stati descritti come “mostri senza cuore” nel corso del processo e ora dovranno trascorrere un minimo di 30 anni in carcere. Una storia tragica che mette però tutto il Paese di fronte a grandi responsabilità: l’inesistenza di una rete sociale di protezione, la latitanza delle istituzioni, in particolare gli assistenti sociali che avrebbero dovuto accorgersi di quelle violenze quotidiane e del volto spesso tumefatto che Daniel aveva.
Ha prevalso una forma di indifferenza o ancora peggio di omertà, contro la quale si è scagliato perfino il vicepremier Nick Clegg: “La responsabilità della sua morte riguarda le coscienze di tutti”.
I genitori hanno affamato il bambino: quando è morto pesava solo dieci chilogrammi. Si era ridotto anche a cercare cibo fra i rifiuti della sua scuola. Nessuno però si era accorto della sua disperazione e che era diventato, è stato detto nel processo, “come un piccolo prigioniero in un campo di concentramento”. Il piccolo Daniel è stato colpito alla testa, è caduto e non si è più rialzato.
La madre Magdelena ha telefonato al pronto soccorso – la chiamata è stata registrata e mandata in onda dalla Bbc – e diceva in lacrime “non respira più”.