Il Papa: chi sono io per giudicare i gay?
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Il Papa: chi sono io per giudicare i gay?

Francesco a colloquio per un'ora e mezza con i giornalisti di ritorno da Rio: il problema è che si fa lobby di qualsiasi tendenza. Sullo Ior: riforma necessaria, più trasparenza.

Il Papa: chi sono io per giudicare i gay?
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29 Luglio 2013 - 13.09


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“Si scrive tanto sulla lobby gay nella Santa Sede, ma ancora non ho una cartella con le identità di chi ne farebbe parte”. Papa Francesco risponde così a una domanda su quella che viene considerata una componente impropria ma potente della Curia Romana. È noto che lo stesso Francesco ne aveva parlato qualche settimana fa in una conversazione con i superiori religiosi dell’America Latina dicendo che voleva fare chiarezza e poi “vedere quello che si può fare”.

E ai giornalisti – nell’intervista di un’ora e mezza concessa in aereo – non nega questa possibilità. Ma al contempo il Papa invita a guardare la questione sotto un altro profilo (avvertendo implicitamente del rischio dell’omofobia che corrono certi fustigatori dei costumi degli altri) ed afferma: “il problema è fare lobby di qualsiasi tendenza: lobby politica, lobby massonica, e anche lobby gay”.


Ior, abbiamo monsignore in galera, e fa molto male
– “Abbiamo questo monsignore che è andato in galera – ha detto il Papa in aereo parlando della Curia alludendo a monsignor Nunzio Scarano, arrestato per ipotesi di reato che coinvolgono anche l’uso dei conti presso lo Ior – pensate che sia andato in galera perché somigliava alla beata Imelda? È uno scandalo, una cosa che fa male”.

“Nei confronti di mons. Ricca ho fatto quello che il diritto canonico dice di fare: ho fatto la investigatio previa e in questa non c’è niente di ciò di cui lo accusano, non abbiamo trovato niente”.ha aggiunto sul direttore di Santa Marta da lui nominato prelato dello Ior e accusato dalla stampa di comportamenti immorali.

“In generale – ha sottolineato – vedo che tante volte nella chiesa si va a caccia dei peccati di se un prete ha fatto un peccato, il Signore perdona, il Signore dimentica, e questo è importante, il Signore dimentica, se noi non dimentichiamo, corriamo il rischio che il Signore non si dimentichi di noi. San Pietro ha fatto uno dei peggiori peccati, rinnegare Cristo, e con questo lo hanno fatto Papa. Questo in generale, ma in particolare su avermi fatto questa domanda”.

Non sa ancora quale forma avrà lo Ior ma comunque dovrà basarsi su “trasparenza e onestà”, intanto si fida del lavoro della commissione che sta studiando il problema. Il Santo Padre ha anche precisato che voleva affrontare la “questione economica” della riforma della curia il prossimo anno, ma poi “le cose che sapete sono accadute” lo hanno indotto a procedere subito.

In mia valigia non c’è la chiave della bomba atomica – E poi il Pontefice ironizza sulla sua famosa valigia nera che si è portato sull’aereo: “Non c’era la chiave della bomba atomica”. “L’ho portata perché lo faccio sempre – ha detto in volo da Rio a Roma – faccio così quando viaggio, c’è il rasoio, il breviario, l’agenda, un libro da leggere, era su santa Teresina”.

“L’ho sempre portata, è normale, dobbiamo essere normali è un po’ strano quello che mi chiede: è normale, dobbiamo abituarci alla normalità della vita”. “Questo aereo – ha detto in risposta a un’altra domanda – non ha allestimenti speciali, c’è una bella poltrona, ma comune, una poltrona comune, ho fatto una chiamata telefonica per dire che non volevo allestimenti speciali”.

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