Caso kazaco, Garante dell'infanzia: necessaria la riforma della giustizia minorile
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Caso kazaco, Garante dell'infanzia: necessaria la riforma della giustizia minorile

Secondo Vincenzo Spadafora ci sono state delle gravi violazioni delle regole nell'affaire Shalabayeva. Cosa succederà alla bambina?

Caso kazaco, Garante dell'infanzia: necessaria la riforma della giustizia minorile
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22 Luglio 2013 - 21.08


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Il cosidetto caso kazako “è conseguenza non solo di pesanti violazioni, ma pone di nuovo, e in modo cogente, l’urgenza di affrontare alcuni temi sul tappeto”. In particolare “la riforma della giustizia minorile, pressante per molte ragioni, ancora di più alla luce di quanto avvenuto in questa occasione, nella quale, se sono state rispettate le norme, allora vuol dire che queste norme sono da cambiare, urgentemente. Non solo: occorrerebbe intervenire quanto prima sulle norme che disciplinano le espulsioni degli stranieri con particolare attenzione ai minorenni”.

Lo ha scritto il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Vincenzo Spadafora. “Da giorni si stanno analizzando responsabilità e disfunzioni in quello che è stato chiamato il giallo kazako: una mesta, cupa vicenda, grave in quanto lesiva dei diritti delle persone, inaccettabile per un Paese civile”, ha affermato.

“Come Garante per l’infanzia e l’adolescenza guardo dal punto di vista della bambina, sei anni, espulsa dall’Italia e imbarcata su un aereo privato con la mamma Alma Shalabajeva. Destinazione certa: il Kazakistan. Destino: incerto, ad alto tasso di rischio. Cosa le succederà? Come si sono potuti ignorare i diritti e il futuro della piccola Alua? Che ne è della valutazione del suo superiore interesse, prevista dalla legge?”, ha chiesto Spadafora.

Quanto alla bambina: “Nelle dichiarazioni dei politici di questi giorni, nelle mancate assunzioni di responsabilità di troppi, alla luce degli effetti drammatici di questa sommatoria di singole azioni, chi si è sentito indegno del proprio incarico perche’ non ha difeso, anche, Alua? E comunque le parole non bastano”, ha ammonito.

“Fatti, norme, non dichiarazioni di scuse. Oltre alle leggi, necessarie per il vivere comune, mi piacerebbe che si ritrovasse il senso profondo dell’agire umano: il rispetto della dignità altrui. Mai più un caso come quello di Alma e di Alua. Ed ora – ha concluso – che sia fatto tutto il possibile per proteggere questa mamma e questa bambina, affinche’ il rispetto dei loro diritti venga, infine, garantito”.

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