Brasile, non smetteva di piangere: ladri sparano a un bimbo di 5 anni
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Brasile, non smetteva di piangere: ladri sparano a un bimbo di 5 anni

Sei banditi sono entrati in casa di una famiglia boliviana e, dopo aver preso il bottino, hanno ucciso il piccolo Bryan perché, spaventato, non smetteva di piangere.

Brasile, non smetteva di piangere: ladri sparano a un bimbo di 5 anni
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28 Giugno 2013 - 22.50


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Un rapinatore ha sparato in testa ad un bambino boliviano di cinque anni uccidendolo, durante un assalto in un appartamento di San Paolo del Brasile.

L’episodio ha sollevato un’ondata di sdegno e commozione in tutto il Paese, dove ormai la criminalità è fuori controllo. Il malvivente ha sparato a bruciapelo al bambino, Bryan Yanarico Captcha, perché non smetteva di piangere.

La madre ha raccontato che il bambino pregava di non essere ucciso: «Mio figlio stava piangendo e diceva “non mi uccida, non volgio morire”, ma i criminali insistevano a minacciarlo dicendo che lo avrebbero ammazzato».

Secondo la polizia sei banditi sono entrati nell’abitazione. I boliviani hanno consegnato tutto i loro risparmi, circa duemila euro, ma uno dei banditi ha minacciato di decapitare il bambino che, terrorizzato, non smetteva di piangere. I genitori hanno cercato invano di convincere i malviventi che nella casa non ci fosse più nulla da portare via, ma poco prima di allontanarsi uno dei ladri ha avvicinato la pistola alla testa di Brian e ha sparato.

Il bambino è stato portato al Pronto Soccorso, ma è giunto morto.

Secondo la polizia, i banditi hanno fatto irruzione nella casa degli immigrati boliviani nel quartiere periferico di San Matheus, nella zona orientale della metropoli paulista. Oltre alla violenza dei banditi il loro nervosismo è stato accresciuto dalla famiglia di emigrati boliviani da poco tempo a San Paolo, perché non parlavano ancora bene il portoghese e non riuscivano a spiegarsi.

Il caso ha destato molto scalpore e la polizia ha invitato tutti coloro che avessero notizie a chiamare. Del resto gli assalti a San Paolo del Brasile sono aumentati in questo 2013 e ciò desta molta preoccupazione.

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