Otto volte al mese: deroga per la Berlinguer
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Otto volte al mese: deroga per la Berlinguer

Dopo aver vietato i doppi incarichi in Rai viale Mazzini autorizza la direttora del Tg3 al video. Psicologia del giornalismo.

Otto volte al mese: deroga per la Berlinguer
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28 Aprile 2013 - 11.16


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di Ginevra Derivi

La televisione va per generi. C’è la commedia, c’è il dramma, ogni tanto fa irruzione il grottesco. Se così fosse nei palinsesti, ci sarebbe da sperare in un mix alla fine fruttuoso in termini di ascolto. Il guaio è che aspetti da commedia, elementi di dramma e di grottesco spesso entrano nell’informazione determinando vere e proprie malformazioni. È qui che piccoli drammi della personalità sposano il grottesco, pericolosamente avallato e addirittura regolato.

Per lo più, l’intreccio dei tre generi (commedia, dramma, e grottesco) nell’informazione televisiva ruotano attorno alle conduzioni, una vera piaga disseminata di psico-drammi. Gli aneddoti sono tanti, magari conditi da qualche leggenda metropolitana. Si racconta, per esempio, di diversi suicidi minacciati da conduttori e conduttrici messi in discussione, salvati in extremis sul cornicione; di siparietti incredibili in redazione; di pellegrinaggi nei centri di potere canonici ed esoterici per cercare conforto, tutela e protezione; di drammi quotidiani consumatisi in sala trucco, per truccatori che non riescono ad improvvisarsi chirurghi estetici, stressati da sedute infinite e in un clima di alta tensione.

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Attorno a questo mondo, in ultimo, una curiosità: la nascita del ”conta conduzioni”. Non si sa molto, forse si disporrà di un braccialetto elettronico, o di una specie di ”scatola nera”, come quella che si impone ai camionisti, perché non vadano oltre il tempo concesso. Ad ogni modo, il problema che inevitabilmente nasce é che ci vorrà qualcuno che verifichi e tenga il conto. Il caso che solleva tanti problemi resta quello del “doppio incarico” della direttora del Tg3.

Come si sa, la Direzione Generale a suo tempo aveva deciso uno stop a questo diffusoprivilegio, comunicandolo “urbi et orbi”. Qualcuno si era adeguato alla disposizione, per esempio al Tg1, qualcuno sta provando a farsi dimenticare, nascosto nelle pieghe dei palinsesti. Lei, invece,avrebbe ottenuto una deroga da chi aveva detto stop. Fatta la deroga, chi terrà il conto delle conduzioni, visto che la deroga sembra limitata? Il Direttore Generale in persona, un uomo di fiducia della direttora, un gruppo si saggi o un trio di lesti? Si racconta che al Tg3 è comparso uno scarno e burocratico comunicato del comitato di redazione.

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Dava notizia del rientro di una redattrice da Rai3, della fuga al Tg1 di un’altra redattrice, e dell’”allontanamento volontario” dal Tg3, per qualche mese, di una inviata chiamata a realizzare un reportage per la Terza Rete. In chiusura, poche parole per riferire che su una grande questione, quella del “doppio incarico”: la direttora del Tg3 aveva fatto sapere tramite il comitato di redazione di una deroga ad personam che le consentiva di  ricoprire l’incarico di direttore mantenendo la poltrona di conduttrice. In calce, pare, la firma del Direttore Generale.

Con la presente  – sarebbe il senso della deroga – si autorizza la presente (la direttora) ad andare avanti in video per scorpacciate fino alla formazione del nuovo governo. Fatto il governo, si autorizza il video per otto volte al mese.  In video otto volte al mese, quasi fosse la posologia di una medicina indispensabile e necessaria. Se davvero sarà così, chi terrà il conto? Non per altro, ma solo per evitare danni all’organismo.
 
 

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