Si chiama Franz Jalics, uno dei due sacerdoti gesuiti perseguitati dalla [url”dittatura argentina”]http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=41390&typeb=0&Bergoglio-e-la-dittatura-cosa-dicono-accusa-e-difesa[/url]
all’epoca in cui Jorge Mario Bergoglio era Provinciale di Buenos Aires dell’ordine, vive in Germania ed è «in pace» con Papa Francesco. Il gesuita risiede dal 1978 nella piccola località
bavarese di Wilhelmsthal, vicino Kronach e si trova in questi
giorni in Ungheria, dove rimarrà fino al 10 maggio, impegnato
in esercizi spirituali.
Alcuni anni fa Jalics si recò
a Buenos Aires, proprio su invito dell’arcivescovado della
capitale argentina, e «affrontò la questione», hanno indicato
fonti dell’ordine a Monaco all’edizione on-line del settimanale
Der Spiegel. «È in pace con Bergoglio», ha aggiunto il
portavoce dei gesuiti tedeschi, Thomas Busch, senza specificare
il contenuto della conversazione.
Il quotidiano tedesco ricorda che Jalics fu sequestrato nel 1976,
insieme a un altro gesuita, Orlando Yorio, quando entrambi
prestavano servizio tra i diseredati di Flores, una bidonville
a Buenos Aires, ai tempi della dittatura argentina (1976-1983). I due gesuiti furono liberati dopo 5
mesi di torture. Yorio morì nel 2000 in Uruguay per cause
naturali, mentre Jalics si rifugiò nella meditazione e nella
preghiera per superare l’esperienza subita; una condizione su
cui ha anche scritto un libro.
Ora il sacerdote 85enne mantiene il silenzio e
l’unico suo pronunciamento è stato attraverso il portavoce
dell’ordine gesuita. Il portavoce dell’ordine gesuita ha
spiegato alla radio pubblica bavarese Bayerische Rundfunk che
Jalics non si è “nascosto” in Ungheria per evitare
l’inseguimento mediatico seguito all’elezione del nuovo
Pontefice, ma che non ha intenzione di fare alcuna
dichiarazione su Bergoglio.
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