Omicidio Lignano. Il fratello di Lisandra: non siamo stati noi
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Omicidio Lignano. Il fratello di Lisandra: non siamo stati noi

L'uomo, intervistato dall'inviato del Messaggero Veneto a Cuba, dice di non saperne nulla e di essere convinto che sua sorella Lisandra abbia confessato perché sotto minaccia.

Omicidio Lignano. Il fratello di Lisandra: non siamo stati noi
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29 Settembre 2012 - 16.33


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“La notte del duplice omicidio ero a casa, tranquillo, perché aspettavo di partire”. Lo afferma Reiver Laborde Rico, il giovane cubano ritenuto responsabile con la sorella Lisandra dell’omicidio dei due anziani coniugi a Lignano, in un’intervista all’inviato del Messaggero Veneto a Cuba. Il giornalista, riporta il quotidiano, dopo l’intervista è stato arrestato insieme ad altri inviati ed è stato rilasciato poche ore dopo.

Reiver dice di non saperne nulla e di essere convinto che sua sorella Lisandra abbia parlato e confessato perché sotto minaccia. “Io – afferma – sono partito da Lignano il 19 di agosto, mi sono fermato a Salerno e poi sono ripartito per Cuba. Scappato, io? Macché, dovevo tornare da mia moglie perché doveva nascere il secondo figlio. E’ nato il 24 di agosto”. “La notte del duplice omicidio – aggiunge – ero a casa, tranquillo, perché aspettavo di partire”.

Sulla confessione della sorella Lisandra non ha dubbi: “Mia sorella se ha detto questo – aggiunge Rei – lo ha fatto perché è stata costretta con la forza. Nemmeno mia sorella c’entra. Quello che è accaduto in quella casa è opera di gente con le palle. Lei non sarebbe stata in grado di fare nulla del genere. L’hanno minacciata”. “Sono tranquillo. Sono sereno. Non ho nulla da nascondere”, conclude.

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