Fare il saluto romano è reato
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Fare il saluto romano è reato

Il neofascista Lorenzo F. ha perso il ricorso in Corte di Cassazione. Inneggiare al regime fascista vale una condanna in tribunale, così come urlare slogan razzisti.

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18 Settembre 2012 - 00.43


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L’apologia al fascimo è reato e chi fa il saluto romano va condannato. Così la Corte di Cassazione ha giustificato la sentenza che ha confermato la condanna in appello di un 50enne, responsabile di aver inneggiato al regime fascista.

Era il 23 aprile del 2005 e Lorenzo F., allora 43enne, aveva partecipato ad un raduno neofascista a Firenze. L’uomo, una vecchia conoscenza della Digos, era stato riconosciuto nonostante il volto parzialmente coperto da una sciarpa. E il tribunale l’aveva condannato per aver fatto il saluto romano scandendo “slogan inneggianti al razzismo e al regime fascista”. Ma il militante di estrema destra aveva fatto ricorso alla Corte di Cassazione, cercando di scrollarsi di dosso la pena.

Per lui non c’è stato niente da fare, la pena è stata convalidata. La suprema Corte, con la sentenza numero 35549 – ha dichiarato “inammissibile” il ricorso dell’uomo, per la condanna inflittagli dalla Corte d’appello di Firenze il 3 novembre 2010.

Leggi anche:  L'antifascismo non potrà mai essere un reato: quello che ci insegna il caso di Como

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