La giunta per le immunità del Senato aveva detto sì all’arresto per Sergio De Gregorio, senatore del Pdl, indagato nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti pubblici all’editoria. Ma l’aula del Senato della Repubblica ribalta incredibilmente la decisione, con 169 contrari, 109 favorevoli e 16 astenuti. La votazione a scrutinio segreto vede Pdl e Lega Nord a favore dell’ex direttore dell’Avanti, già agli arresti domiciliari e indicato come “socio in affari” del faccendiere Valter Lavitola. Favorevoli all’arresto il Pd e l’Italia dei Valori, il partito che ha fatto eleggere De Gregorio, poi passato con lo schieramento di Berlusconi.
De Gregorio era entrato nell’inchiesta dei pm napoletani, quale partner nei traffici illegali di Lavitola. Insieme – i due già direttori dell’Avanti – avrebbero sottratto soldi pubblici destinati all’editoria, servendosene invece per pagare comprare appalti all’estero. Ma il De Gregorio, passato al Pdl dopo aver ottenuto i voti per la presidenza della commissione difesa del Senato, è accusato di false fatturazioni, occultamento di atti contabili, bancarotta fraudolenta, truffa e appropriazione indebita. Sarebbero state, infatti, costituite amministrate e poi anche “spogliate” alcune società “che fornivano stabilmente i giustificati documentali relativi a prestazioni inesistenti – scrive il gip – sia per ottenere contributi pubblici per l’editoria.
Secondo l’accusa, De Gregorio sarebbe stato un amministratore occulto della International Press, la casa editrice dell’Avanti; mentre Lavitola, suggeriscono gli inquirenti, avrebbe fatto da “dominus e coamministratore di fatto della stessa società. Il faccendiere dei due mondi, latitante in sudamerica dal 2011, si è poi costituito alle autorità italiane. Le accuse per Valter Lavitola sono di associazione per delinquere legata ai fondi per l’editoria – accusa contestata anche a De Gregorio – e corruzione internazionale, con riferimento a mazzette che sarebbero state incassate dal presidente di Panama Ricardo Martinelli. Le somme incassate per l’editoria sarebbero state distratte dalle casse della società editrice International Press.
Dal 1997 sarebbero stati erogati ben 23 milioni, poi presumibilmente distratti per l’editoria e portati all’estero. Una cifra enorme, ottenuta dall’Avanti con la legge sull’editoria, senza peraltro averne i requisiti. I presunti illeciti fanno riferimento anche alla documentazione attestante spesa, che nella realtà non sono mai state sostenute, come ad esempio l’attività di “strillonaggio”. Mentre in Italia, quindi, alcuni giornali sopravvivono a fatica e rischiano di chiudere, Lavitola e De Gregorio avrebbero sottratto illegalmente una quantità ingente di denaro pubblico, per altri scopi.
“Ringrazio i colleghi del mio gruppo e altri che non conosco: non mi aspettavo un sostegno così forte. Evidentemente i colleghi hanno compreso l’inutile sofferenza cui sarei andato incontro”. Lo dice il senatore Sergio De Gregorio (Pdl), dopo il voto dell’aula.
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