La sicurezza di Alemanno: schedare gli imprenditori maghrebini
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La sicurezza di Alemanno: schedare gli imprenditori maghrebini

Ecco come il sindaco di Roma e i suoi pensano a garantire la tranquillità dei romani. Prendendosela con gli stranieri e solo con loro.

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20 Gennaio 2012 - 17.38


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Legatissimo al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il Vice Comandante della Polizia municipale di Roma ha ordinato di schedare gli imprenditori maghrebini che gestiscono “frutterie etniche”.
Le notizie raccolte dalla polizia municipale devono essere trasmesse entro 15 giorni alla segreteria del comandante del Corpo. Ecco il testo della circolare:

“L’Ufficio del Delegato del Sindaco per le politiche della sicurezza, ritiene
fondamentale, ai fini della predisposizione di piani per il controllo del territorio,
ricevere informazioni dettagliate, riguardanti i dati completi delle attività commerciali,
gestite prevalentemente da persone originarie dei paesi del Nord Africa, che creano
gravi disagi ai cittadini residenti negli edifici limitrofi alla loro ubicazione, occupando
spazi pubblici abusivamente, creando rumori molesti, disagi al traffico e, cosa
ancor più grave, utilizzando, come manodopera, cittadini stranieri che
soggiornano illegalmente nel Paese.
Le informazioni dovranno essere trasmesse entro 15 gg. dalla ricezione di questa nota
presso l’Ufficio suddetto ed alla segreteria del Comandante del Corpo.”

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Alemanno e i suoi non credono che il pericolo per Roma sia nei bar o altri esercizi gestiti dai clan, non credono che sia il caso di indagare su chi non emette scontrino fiscale. No, loro temono le “frutterie etniche gestite prevalentemente da maghrebini”. La questione finalmente sta alimentando una discussione pubblica a Roma, con chi parla di “riscontri” a carico delle frutterie etniche che confermerebbero l’opportunità dell’iniziativa. Bene che se ne parli, il problema è capire se un’iniziativa del genere, presa impiegando questi termini, non meriti di approdare oltre che sui giornali anche in un’aula di giustizia.

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