Tutto è cominciato lunedì scorso, quando nel corso di un colloquio telefonico Fedele Confalonieri ha convinto Silvio a raggiungerlo di corsa a Milano: I due parlano con schede telefoniche del Vaticano, che Berlusconi ha ottenuto tramite Letta che le ha ottenute tramite Anemone: ” Silvio, devo parlarti, Madonnina Assistici Tu…. Ma non per telefono, Gesù sia sempre benedetto, devo dirti una cosa…”
“Per amore di Dio Clemente e Misericordioso, parla…”
“Silvio, quella è la frase che deve dire sull’utenza saudita….”
“Ah già, Parla e che la Madonna ti accompagni….”
“Silvio, devi resistere, sennò i comunisti si comprano…”
“Il San Raffaele?”
“Ma no, Media….”
“Apetta, arrivo!”
“Click”
Silvio arriva a Milano e dopo l’incontro con Confalonieri rientra precipitosamente a Roma, deciso a resistere. Appena sceso dall’aereo riceve su un’utenza americana, intestata a George W. Bush, la telefonata di Lele Mora. “Silvio, ti posso parlare?”
“Dimmi.”
“Mi ha chiamato Gabriella Carlucci. Lei dice che a forza di sentire solo Minzolini e leggere soltanto Feltri vi siete riempiti la testa con la vostra propaganda. Lei invece ha parlato con Azzurra, la moglie del Pierfi, che le ha aperto gli occhi. Altro che i comunisti! Sono le banche che ti stanno per fottere. E siccome Azzurra potrebbe farle avere un posticino a Youdem se non fai un passo indietro lei….”
“Lele, il pericolo sono i comunisti! L’ha confermato anche Dick Cheney a Chrstian Rocca!”
“click”
Dopo il voto di martedì 8 novembre Berlusconi è affranto. E chiama Confalonieri, utilizzando la scheda vaticana:
” Ma Cristo Santo, Fedele, non avevate capito un cazzo! Qui il pericolo sono davvero le banche, sono loro i nuovi comunisti!”
“click”
Al centralino vaticano la telefonata viene ascoltata dal segretario di stato, Tarciso Bertone che chiama Casini: “Pierfi, siamo con te, altrimenti qui va a finire che le banche si comprano anche San Pietro. Ma mettici una buona parola con Mario, mi raccomando.”
“click”
Di lì a breve su un’utenza russa, intestata a Vladimir Putin, riceve la teelfonata di Giuliano Ferrara: ” Silvio, dobbiamo salvare la democrazia. Se cediamo alla Terza Internazionale dei banchieri va a finire che un ministro inquisito per mafia non può più essere salvato dal Parlamento, capisci? Qui è davvero in gioco la democrazia! Draghi è il Lenin di oggi, forse l’abbiamo capito in ritardo…”
“Giuliano, che ti ha chiamato la Carlucci?”
“Ma quale Carlucci e Carlucci! Ho parlato con Luttwak, che va a letto con la parrucchiera di Azzurra.”
“Ah ecco… Ma non possiamo sentire Fassino, Consorte…Loro sanno come comprarsi una banca.”
“Con i comunisti non ci sono blandizie che tengano. La linea deve essere “salvare la democrazia”. Capisci?”
“Capisco”
“Allora fai capire che sei pronto a lasciare senza lasciare, ma dicendo che lasci, per non lasciare… E comincia a far dire da Fede e Signorini che i cosacchi della Bce vogliono abbeverarsi a Piazza San Pietro.”
“Non sarebbe meglio che lo dicessi tu, o Buttafuoco…”
“Mmmm….Potrei sentire Socci…. Ti dico, ok”
“click”
“Di lì a breve sull’utenza saudita arriva la telefonata di Franco Frattini. “Ciao Silvio, ho preso i contatti che…”
“E allora?”
“Purtroppo per me Vladimir non può aiutarci, dice che gli chalet di montagna sono già tutti occupati. Ma re Abdullah è pronto a darti una mano. Lui dice che c’è un residence al mare, a Gedda, si chiama Old Geddina…. molto confortevole…”
“Potremmo portare anche le ragazze…”
“Certo, il velo servirebbe solo all’aeroporto. Ma è meglio dell’Olgettina, Silvio, c’è anche la sala Lap Dance…”
“Vediamo, ringrazialo intanto.”
“Che dici gli mando due farfalline con i brillanti? Sai com’è, gli arabi sono un po’ gli indiani del Terzo Millennio…”
“Buona idea, Franchino… ora scappo mi chiama l’Umberto…”
“click.”
La telefonata con Bossi è registrata su un’utenza serbo-bosniaca.
“Silvio, è in gioco la democrazia. Ma la Lega ce l’ha duro…”
“Anch’io Umberto…”
“Ecco, vedi, la nostra alleanza è solida. Ho appena parlato con Giuliano, bisogna stare molto attenti. Giuliano mi ha detto che quel Monti è sposato con una calabrese. Qui si sovverte l’esito delle urne! Noi abbiamo vinto con quel manifesto “chi non salta calabrese è, è…”
“Umberto sei sempre impulsivo… Lo capisci che il direttore de La Stampa ce l’abbiamo contro per questo!”
“Stronzate.”
“click”
Il dieci mattina Lukashenko riceve sull’utenza Bielorussa.
“Ciao Silvio.”
“Ciao Luca, come stai…”
“Bene, anche se quel La Russa mi aveva proprio fatto incazzare dicendo che non sapeva chi fossi.”
“Sono mortificato, Luca: è nuovo del mondo democratico, non conosce quasi nessuno di noi…”
“Ok. Senti Silvio, ti chiamo perché sono davvero preoccupato. Un nostro imprenditore ittico amico di Lavitola voleva trattare con lui una partita di salmoni all’uranio di Chernobyl che ci hanno procurato gli amici ucraini, ma Valter ha detto che non era il caso di parlarne al telefono…Ma da voi non c’è più libertà Silvio!”
“Capisci Luca perché sono disperato. Questo paese rischia di cadere in mano ai comunisti…”
“Click”
Di lì a poco Ferrara chiama Bossi: “Umberto, Silvio è confuso. Invece che del pericolo banche ha parlato con Lukashenko del pericolo dei comunisti!”
“Glielo ho detto che si fa troppe seghe… Gli va in fumo il cervello.”
“Senti, vai da lui e digli che la soluzione è questa. Dobbiamo alzare il tiro con i giornali. Sembra che vogliano reintrodurre il reato di falso di bilancio. Tu capisci…la volontà del popolo sovrano viene capovolta! E’ la plutocrazia, Umberto! Dobbiamo denunciare il complotto plutocratico massonico, ma che non dica anche giudaico, mi raccomando, sennò perdiamo anche il voto di Fiamma. Allora lui lancia i nostri, Feltri, Fede, io stesso. Portiamo tutti sull’orlo del baratro, ma durante il week-end, che l’Armata Rossa delle Borse Leniniste non lavora di sabato e domenica. E poi all’ultimo tuffo, domenica sera, proponiamo il governo di salvezza nazionale. Cediamo al Quirinale, accettiamo Monti primo ministro, ma i tecnici sono i nostri.”
“E chi sono?”
“Allora. L’idea sarebbe questa: Lavitola agli esteri, Lele Mora all’Interno, Confalonieri alle attività produttive, Anemone all’Economia, Tarantini alle Pari Opportunità, La Russa alla Difesa.”
“Ignazio? Mi sembra un po’ troppo, dai….”
“Vabbene, vediamoci, ma subito.E’ in gioco la democrazia!”
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