La Camera con 254 voti a favore, 185 contrari e 137 astenuti, soprattutto nelle fila di Lega e PdL, ha approvato un ordine del giorno sulla manovra di finanza pubblica presentato dal deputato di Fli Enzo Raisi, per la revisione delle esenzioni fiscali di cui beneficia la Chiesa.
Il provvedimento prevede di escludere le attività commerciali della Chiesa – tranne con un fatturato inferiore ai diecimila euro l’anno – e l’apertura di un tavolo di confronto con la Santa Sede per arrivare alla piena adesione dello Ior, la banca vaticana, alle norme in materia di evasione ed elusione fiscale, riciclaggio e frodi vigenti dell’Unione europea.
Pur trattandosi solo di una dichiarazione d’intenti, si intravede di un sostanziale cambio di rotta nei rapporti tra Stato e Chiesa.