di Adelmina Meier
Ne sono passati di strafalcioni sotto i ponti da quel giorno in cui Petrecca Paolo da Roma ( su Wikipedia “telecronista sportivo”) disse “Tanto, io ho le spalle coperte”. Impettito, rispondeva così a chi ne metteva in discussione la capacità di dirigere una Testata.
Lui, contando su quella copertura dall’alto, sfidava, uno alla volta, i voti di sfiducia di questa e quell’altra redazione. Copertura che fino ad oggi aveva funzionato, se è vero, come è apparso vero, che, cacciato via da Rainews24 (rinviamo ad altra e libera lettura quel che seppe lì fare), ebbe in premio Rai Sport. Testata ricca, ma complicata da gestire sia per le competenze specifiche che richiede, sia per complicazioni che la testata ha, di suo; complicazioni testimoniate da alcune criticità, passate e/o consolidate.
La disastrosa telecronaca dell’apertura delle Olimpiadi invernali è stato il fiocco che ha fatto traboccare tutto. La slavina di critiche che l’hanno accompagnata, la mobilitazione di Rai Sport e le azioni di lotta di tutti i giornalisti Rai in difesa della credibilità del Servizio Pubblico, insidiata dall’approssimazione e dalla superbia, avrebbe spinto l’AD della Rai a un sostanziale aut aut discusso con la premier. Sostanzialmente alla Meloni da Rossi sarebbe stato chiesto di tirare giù dalle spalle di Petrecca quella copertina della quale si vantava quando, invece di saper fare e risolvere, si arroccava nella difesa di se stesso.
C’è chi sostiene che alla Meloni l’AD sia arrivato a dire, in sostanza: O va via lui, o lascio io.Un passo che all’AD ha fatto incassare un credito senza misura, mano libera nel risolvere i problemi in Rai, senza dover assicurare spalle coperte a questo e a quello solo per appartenenza e fedeltà della prima ora. E dell’ultima, guardando a chi, strada facendo, in Rai, si è imbarcato nel sindacato espresso dalla destra pensando di poter andare facilmente all’incasso.
“L’AD sarà uno di destra – c’è chi fa notare a Saxa Rubra e nelle sedi della “diaspora”, dopo la chiusura della sede di via Mazzini – ma è anche dell’azienda, e deve guardare al merito”.
In effetti, di mezzo c’è il futuro dell’azienda, e se non si procede anche sul piano della qualità, alla fine a pagare sarebbe l’azienda, e chi la governa, AD in testa. E Rossi ha fatto capire che lui non è disposto a buttare tutto in aria per un Petrecca o un nuovo adepto di quel sindacato fatto nascere per provare a contrastare lo storico Usigrai, in ultimo esponendosi maldestramente in difesa di Petrecca, e che ora si ritrova con una fiaccola, spenta, in mano.