“My name is Ernest”, alle 19.25 su Rai 5: le anticipazioni sulla docufiction in onda martedì 11 giugno 2024
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“My name is Ernest”, alle 19.25 su Rai 5: le anticipazioni sulla docufiction in onda martedì 11 giugno 2024

“My name is Ernest”, in onda martedì 11 giugno alle 19.25 su Rai 5.

“My name is Ernest”, alle 19.25 su Rai 5: le anticipazioni sulla docufiction in onda martedì 11 giugno 2024
Ernest Hemingway
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11 Giugno 2024 - 11.59


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Una strana città, “traditrice” come le sue calli tra le quali Ernest Hemingway ama perdersi. “Venezia è la mia città”, pensa quando nel 1948, quasi cinquantenne, torna nella regione che da ragazzo aveva difeso dall’attacco austriaco. E si innamora di quel “mare azzurro ardesia” della Laguna e di una contessina veneziana, che ispirerà il personaggio di Renata in “Di là dal fiume e tra gli alberi”. Il legame del grande scrittore americano con il Veneto è al centro della docu-fiction “My name is Ernest”, in onda martedì 11 giugno alle 19.25 su Rai 5.

Quando per la prima volta il diciottenne Ernest arriva a Schio come volontario della croce rossa americana “in un caldo pomeriggio di giugno” del 1918, fa parte di quel “gruppo di giovani avventurieri dai piedi piatti e dagli occhi strabici” che non possono essere arruolati. Dirige un posto di ricovero a Fossalta e ogni pomeriggio e ogni mattina attraversa le trincee per distribuire cioccolato e sigarette ai soldati feriti sulle rive del Piave. Da questa esperienza nascerà “Addio alle armi”, ispirato alla storia d’amore con l’infermiera Agnes von Kurowsky, che si prende cura di lui dopo che viene ferito a una gamba. Il suo ritorno in America, il loro ultimo bacio, segna la fine di questo primo periodo veneto, quando “Sulle montagne si combatteva e di notte vedevamo i lampi delle artiglierie. Nell’oscurità erano come fulmini estivi, ma le notti erano fredde e non si aveva la sensazione di un temporale imminente”.

Ci torna da turista per la caccia alle anatre alla foce del Tagliamento e nelle valli della Laguna. Il Veneto lo commuove come a 18 anni. Venezia la aveva già vista dalle retrovie in un “giorno limpido, che sorgeva dal mare”. La Laguna gli ricorda il suo fiume Michigan e la palude del Mississippi. Gira tra Venezia, le valli di Caorle e Cortina. Ama i frutti di questa terra: il vino Raboso, i salami, le soppresse, i fegatini, e poi le anguille. Frequenta l’Harry’s bar, un microcosmo della città. Si sveglia alle sei di mattina per rileggere i suoi appunti con l’aiuto di un fiasco di Valpolicella, e finisce sempre per buttare tutto nel cestino. Per fortuna, la sua quarta moglie Mary recupererà tutti i fogli.

Il Veneto, tra i tanti luoghi di Hemingway, è un posto di passioni: amori, piaceri della vita ma anche sofferenze, a partire dalla guerra. Un’esperienza che – come scriverà – costituisce un grande vantaggio per uno scrittore e che segna la sua visione del mondo, perché “Un uomo deve comportarsi da uomo” ma “non gli si deve dire come un rimprovero che ha conservato un cuore da bambino. Non è una vergogna, è un onore”.

Nel film recitano attori come Anita Kravos (interprete del film “La Grande Bellezza”, premiato agli Oscar 2014), Giorgio Careccia, Stefano Scandaletti, Maximiliano Hernando Bruno, Eleonora Bolla. Regia di Emilio Briguglio.

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