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Anzaldi: "Par condicio violata, ma la risposta dell'Agcom è stata fuori dalle regole e inefficace"

Il parlamentare Michele Anzaldi parla della par condicio e di come il presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella abbia scelto un metodo inefficace.

Anzaldi: "Par condicio violata, ma la risposta dell'Agcom è stata fuori dalle regole e inefficace"
Il presidente dell'Agcom Giacomo Lasorella

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25 Settembre 2022 - 17.33


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Onorevole Anzaldi, in un’intervista a Repubblica il presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella, replica alle sue dichiarazioni sul mancato rispetto della Par Condicio in questa campagna elettorale dicendo “non rispondo alle critiche di singoli esponenti politici, pur rispettandole”. Che ne pensa?
“Le dichiarazioni a Repubblica del presidente Agcom Lasorella sono gravissime – dice il deputato Michele Anzaldi della Vigilanza Rai – perché mettono nero su bianco che questo collegio di commissari ha totalmente snaturato e travisato, se non peggio, la funzione prevista dalla legge per l’Authority. Lasorella dice che loro non si sono prefissati di infliggere multe, ma ad ogni violazione hanno chiamato i direttori dei tg per spiegargli dove avessero sbagliato. Una procedura senza precedenti. L’Agcom non è il consulente dei direttori ma un’Authority indipendente chiamata a far rispettare la legge, anche con le sanzioni se necessario. I continui ordini di ripristino, puntualmente disattesi settimana per settimana, hanno dimostrato che non soltanto il metodo di questa Agcom è stato fuori dalle regole, ma anche totalmente inefficace. Pensiamo se l’Anac o la Corte dei Conti, invece di sanzionare chi trasgredisce le regole, telefonassero a questo o quel sindaco, questo o quell’amministratore suggerendogli come fare meglio… Ma quando mai potrebbe succedere? E poi le parole di Lasorella sono state anche gravemente irrispettose”.

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A cosa si riferisce?
“Il presidente Agcom dice che non risponde a critiche di singoli esponenti politici, ma io non ho fatto critiche da singolo esponente politico, ho depositato esposti e presentato denunce pubbliche e ufficiali in qualità di parlamentare, segretario della competente commissione di Vigilanza Rai, al cui ruolo sono stato nominato con un voto trasversale e un accordo tra maggioranza e opposizione. Qui non parliamo di semplici critiche, ma di atti ufficiali fondati su numeri ed episodi ben precisi. L’Agcom, invece, in queste settimane ha seguito criteri opachi e arbitrari, come ha confermato lo stesso presidente. Nelle delibere che si sono ripetute in queste settimane non è mai stato specificato in maniera puntuale in cosa i tg avessero sbagliato e perché non fosse rispettata la Par Condicio. Erano addebiti generici, senza trasparenza, che infatti nessuno ha rispettato. Sono state stabilite oscure quote assegnate a ogni singola lista che però non sono state rese pubbliche, senza alcun criterio di vera parità”.

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Lasorella ha chiesto al nuovo Parlamento di allargare la Par Condicio anche ai social e al web. Che ne pensa?
“Intanto trovo sorprendente che un’Authority che non riesce a far rispettare la Par Condicio neanche in tv, con poche emittenti da monitorare, chieda di vigilare sullo sterminato mondo del web e dei social. In ogni caso parliamo di due ambiti completamente diversi. Prima di chiedere nuovi poteri, l’Agcom usi quelli che ha. Le sanzioni economiche rappresentano l’unico possibile deterrente per far rispettare le norme alle emittenti, io propongo che a pagarle però non sia l’azienda, che nel caso della Rai significa far ricadere il costo sui cittadini che pagano il canone, bensì di tasca propria i direttori responsabili delle violazioni”.

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A proposito di sanzioni, il presidente Agcom dice che comunque i procedimenti sono aperti e non faranno sconti.
“In realtà Lasorella fa capire che le eventuali ammende saranno calibrate in base all’entità della violazione, lasciando presagire in ogni caso punizioni blande. Ma basta vedere i precedenti: dopo il grande lavoro fatto da Cardani e dal precedente collegio che aveva portato alla multa da 1,5 milioni di euro alla Rai gialloverde per sistematica violazione del pluralismo, proprio Lasorella e gli attuali commissari, di fronte al ricorso al Tar di Viale Mazzini, hanno deciso di non fare neanche opposizione e ricorrere al Consiglio di Stato, hanno lasciato cadere quegli addebiti circostanziati in un nulla di fatto. I frutti di quella decisione lassista e incomprensibile li abbiamo visti in questa campagna elettorale. Passate le elezioni, ci sarà poco da aspettarsi. E comunque oramai sarà del tutto inutile”.

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